Salento che tonfo.

Salento che tonfo.

Arriva come ogni anno la classifica stilata dal “Sole 24 ore” su “Qualità della vita, la vivibilità delle province in Italia”. Un documento dal valore statistico rilevante, sia per l’autorevolezza della fonte che per la storia ormai più che venticinquennale della classifica. Con questo report arriva anche la conferma di quanto sostenuto più volte in questa sede: il Salento dopo un periodo di discreta ascesa è stato accecato da illusionistiche concezioni di crescita economica, basata su un turismo che tutto è fuorché turismo.  Non lo è perché non remunerativo, ne sostenibile. Non è un turismo ottimizzato, destagionalizzato, internazionale, specializzato. Soprattutto non è un turismo nella sua definizione di mercato labour intensive, ovvero in grado di produrre un notevole numero di posti di lavoro in un indotto che può estendersi a moltissimi settori. Continuare a sostenere ed illudersi che il turismo nel Salento possa essere accostato ad un Samsara (RIP) pieno e festoso, ad un prive a colpi di champagne, è un’illusione ottica. Non chiamatelo turismo, non fatelo mai più. Qui c’è in gioco il destino di un territorio martoriato da criminalità, abusivismo, corruzione. Degrado ambientale, disoccupazione galoppante, lavoro sommerso. Un territorio in cui si accerta la più alta incidenza di tumore ai polmoni in rapporto alla popolazione.Malissimo per lavoro, servizi, ambiente, ricchezza, consumi e innovazione, meglio in cultura e tempo libero, discretamente in giustizia e sicurezza. Insomma, il fattore turismo, nonostante il tanto osannato e protetto boom, non è sufficiente a mantenere standard di qualità della vita ottimali.  Ben dodici posizioni perse in classifica e la vivibilità della provincia di Lecce scivola così al sestultimo posto. ” La riflessione presente nell’articolo “Salento, dall’alba al tramonto di un fenomeno” anche se indigesta a quei pochi che giovano di questo caos chiamato turismo, si afferma nella sua netta lucidità d’analisi. E’ ora di domandarsi quale turismo e se è sufficiente affidarsi solo a questo settore per la rinascita di un’area depressa.

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Alberto Siculella administrator

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