Archivio degli autori Alberto Siculella

Cina: quelli tra panico e realtà.

Una bolla impazzita pronta a scoppiare. La Cina è stato oggetto di osservazioni circa il sistema economico e sociale, che nell’ultimo ventennio ha stravolto il mondo. Eppure oggi davanti ad un virus la Cina, e l’intero mondo, mostra stupore ed incapacità di governare la psicosi da contagio. 

Droni che controllano dall’alto se le persone indossano le mascherine. Allarme non dato tempestivamente, censure e dati incerti. Insomma siamo alla schizofrenia planetaria. Il mondo oggi si divide tra panico e superficialità. Di mezzo c’è la realtà. 

La realtà racconta di un Paese che negli ultimi 30 anni ha registrato una crescita media pari al 10% di PIL, trasformando di fatto un’economia agricola ed arretrata nel principale competitor USA. Lo ha fatto in barba a sanità, sicurezza, diritti dei lavoratori e tutela dell’ambiente

Oggi la Cina segna record inquietanti, come i 34 miliardi di vendite online in un solo giorno su Alibaba (Amazon cinese), frutto di una tendenza a muovere prodotti al proprio interno premiando un commercio chiuso, scarso di importazioni di qualità, ricco di esportazioni di scarsa qualità a prezzi irrisori. 

Ci stupiamo oggi del mancato argine tempestivo al corona virus, ma ci dimentichiamo che gli argini la Cina li ha messi solo ai diritti dei lavoratori e ai redditi dei più poveri. Circa il 15% (fate i conti su quasi 1 miliardo e mezzo di persone) dei cinesi vive con meno di 5 dollari al giorno, e anche se il salario minimo è aumentato negli ultimi 10 anni, non ha fatto i conti proporzionali con il costo della vita, soprattutto nelle grandi città. La Cina da sola produce 1/5 dell’inquinamento planetario dell’aria, è la 2° per emissioni di CO2 e, secondo uno studio delle Università di Singapore e di Princeton,  è il Paese con le acque più inquinate del mondo, con quasi il 70% delle acque contaminate. Numeri confermati dall’Organizzazione Mondiale della Salute che annovera tra i decessi più frequenti quelli da inquinamento idrico, oltre 300 persone al giorno, per capirci oltre 100 mila cinesi muoiono per intossicazione da acqua inquinata. 

Nel 2019, in Cina, ben 39 Città (tra le più industrializzate) hanno continuato a registrare una crescita media oltre il 20% di emissione di PM2. Questo Paese, ha conosciuto una crescita totalmente indisciplinata, priva di qualsiasi indirizzo etico e morale, ed oggi mostra il paradosso più grande: costruisce un ospedale in 10 giorni, per un virus che, a quanto pare, proviene dal contagio uomo animale in un mercato, di quelli dove gli animali vengono mattati dal vivo, oppure venduti ancora vivi senza nessuna indicazione sanitaria sullo stato di salute delle povere bestie. L’estrema modernità e la più marcata arretratezza.

Un mercato altamente indisciplinato che ha agevolato il progressivo affermarsi della criminalità cinese, la cui mafia ormai è presente e ramificata in tutto il mondo e gestisce ristoranti, bar, centri scommesse, industrie, rivendite e grandi piazze di spaccio. Una mafia poco chiacchierata perché risolutiva, ed economicamente fortissima. 

Insomma, tra panico e superficialità, questa è la realtà. Questa è la Cina. Una bolla scoppiata, che da qualche anno sta conoscendo flessioni che trascinano al ribasso mezzo mondo, restato per tanto tempo in suo ostaggio, ed oggi anche a rischio contagio. 

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La propaganda secondo Matteo.

Ma quale “bestia” ? La comunicazione politica di Matteo Salvini, alla pari di Matteo Renzi, si basa sulle solide fondamenta della propaganda. Aggiornata e coerente con strumenti e linguaggio coerente con target e media utilizzato, i Matteo hanno alzato la posta in gioco, da qualche tempo presidiano il web con una grande pressione in termini di contenuti ed investimento.

Nessuna “bestia”, si tratta di competenze di staff e di investimenti economici. Un rigoroso piano editoriale, aggiornato su temi trend topic, interpretazioni sociali, eventi pubblici, che vengono seguite passo passo dallo staff e dai diretti interessati, spesso in prima persona. 

Quali sono allora le basi della propaganda sui cui si fonda la narrativa dei Matteo? Sono regole essenziali sempre valide, di cui qui ne parlo con completezza.

Partiamo dalla personificazione, la “trasfusione” del mio al tuo. Per dare un punto di vista vivido all’elettore occorre angolare la prospettiva, allora se sono condannato o sotto inchiesta, il rischio è anche tuo, perché se la giustizia non funziona è un problema anche tuo.

Altra tecnica che funziona molto bene è la narrativa dicotomica. Semplificare le categorie di bene vs male, buoni contro cattivi, per addurre al pensiero scegli da che parte stare, è la forma basica e più rapida per creare una linea di divisione tra te ed il tuo nemico. Come ad esempio 

Alle fondamenta della narrativa propagandistica ci sono delle figure retoriche come l’iperbole o quelle tautologiche, ovvero l’affermazione dell’ovvio. La tautologia, posta sotto forma di domanda, assume ancora più forza, perché lì dove ovvia la risposta, appare più ridicolo l’avversario che non affronta tanta ovvietà. Il Re indiscusso è lui, Salvini.

Infine il nemico unico, che negli ultimi anni è stato utilizzato spesso da Berlusconi, attaccando comunisti e giudici. Poi è toccato ai Matteo, che al posto dei comunisti ci hanno messo i populisti, all’occorrenza sovranisti, lasciando comunque i giudici nel focus (evidentemente qualche problema con i giudici ce l’hanno davvero). Spesso l’accanimento contro il nemico unico può essere un boomerang, ed infatti Renzi ne ha abusato, mentre Salvini ha preferito fare buon viso a cattivo gioco. Ecco perché Salvini è riuscito ad erodere consenso dal Movimento, accaparrandosi la simpatia degli “amici” dei 5 stelle (così richiamati sempre da Salvini), mentre Renzi, nonostante il fiume in piena, è riuscito ad isolarsi in un partito dell’8-12%. Ecco qui qualche video esemplificativo.

Personificazione/trasfusione
Dicotomia
Il trionfo dell’ovvio
Nemico unico, ma occhio a non esagerare.
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Il Movimento 5 Stelle e la scissione tecnica: minaccia o opportunità?

Quanto accade in questi giorni è frutto di scelte lontane. Le più recenti risalgono al 2018, quando la base davanti alle parlamentarie scricchiolò fortemente. Tanti frontman sostituirono attivisti di lungo corso, ed il Movimento imbarcò personaggi carismatici, mediatici e cavalli di Troia. Dal comandante De Falco a Fioramonti, passando per Paragone, e questi sono solo alcuni dei più celebri. 

Il Movimento è un organismo atipico, unico nel suo genere: in soli 10 anni è passato dalla piazza al Governo del Paese. Come ogni cosa, il tempo, e diverse condizioni, impressero direzioni differenti che imposero delle fisiologiche mutazioni. Abbandonati legittimamente alcuni dogmi, sfatati alcuni miti, lasciato troppo in fretta alcuni assiomi, oggi il Movimento è differente (non peggiore o migliore, ma differente) da come lo si è inteso fino a poco tempo fa. Gli accordi di Governo si sono rilevati tremendamente incisivi all’interno del gruppo, e da ago della bilancia il Movimento è passato ad essere piatto della bilancia, su cui pesare i poli e le frange orientate da una o dall’altra parte. Fagocitati dall’accordo con la Lega Nord (ahimè prevista come al mio solito con abbondante anticipo) , snaturati dall’accordo col PD, oggi il Movimento necessità di scelte strategiche fondamentali. Una crescita così rapida non è stata interpretata e governata con doveroso anticipo, ed oggi si fa la conta dei danni, un elettorato eroso di almeno 1/3 rispetto al 2018, così come la rappresentanza parlamentare.

Sbagliato imbarcare tanti personaggi esterni al Movimento, in un momento in cui ancora il Movimento non aveva i giusti anticorpi al suo interno. Sbagliato espellerli quando forniti di un forte alibi, come nel caso della linea sulle banche. Sbagliato pensare che Paragone, uomo fortemente legato al Carroccio, potesse non rappresentare una voce autorevole, mediaticamente forte, che avrebbe potuto tuonare, anche legittimamente, dall’interno. 

Il Movimento è a un bivio, formalizzare processi e ruoli, realizzare modifiche statutarie in coerenza e continuità con la propria essenza, ma alla luce delle dinamiche di un movimento di Governo, o pilotare una scissione interna, nella quale garantire lo spazio necessario a due anime sempre più evidenti e su cui non c’è nulla da nascondere. 

Il primo processo necessita di tempi rapidi e una struttura organica, il secondo è una tecnica utilizzata spesso in politica con cui si decide di marciare sperati per colpire uniti. 

Vista la mancata capacità di inserire la legge elettorale al centro degli accordi, visto l’abbandono di inserire modalità simili al vincolo di mandato, o comunque elementi ostativi al cambio di casacca per convenienza, il Movimento non ha altre scelte: o strutturarsi in tempi brevissimi, formalizzando processi e ruoli, o destrutturarsi, fortificando meet-up, e aprendo una linea parallela e complementare. 

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Come riconoscere una fake news e come comportarsi.

E’ sempre più difficile ma occorre comprendere come riconoscere una fake news e come comportarsi davanti al pericolo di contaminazione. A gridare al lupo al lupo, prima o poi non ti crede nessuno, ed è il rischio che si corre maggiormente. Diffondere notizie false non è solo problematico dal punto di vista dell’informazione, ma spesso si trasforma in un vero e proprio boomerang. Ci sono tante notizie false, prodotte con astuzia, per boicottare, sabotare, un prodotto, un’attività; tante altre per promuovere una linea politica, un personaggio. 

Ma si sa, le fake news hanno le gambe corte. Allora come riconoscere le fake news e come comportarsi?

Intanto partiamo dal presupposto che il pericolo non sono solo le notizie false, ma anche quelle infondate, vecchie o pilotate.

Partiamo da un dato, produciamo ogni giorno più informazioni di quante non se ne producessero in un anno prima dell’avvento dei social. Per forza di cose non tutte le notizie possono essere controllate, perciò occorre fare particolare informazione: ecco come riconoscere una fake news e come comportarsi.

  • Diffida dai titoli sensazionalistici, spesso chi ha bisogno di un titolone non ha molti lettori, e spera nel tuo click di curiosità per poter soddisfare i banner pubblicitari all’interno del suo sito.
  • Verifica il giorno in cui l’articolo è stato scritto, postare una notizia di 4 anni fa, seppur vera, non è attuale.
  • Affidati alle fonti certe ed ufficiali. Prima di credere a quanto letto controlla che la notizia appaia sull’edizione online di una o più testate nazionali, affermate, sicure e riconducibili ad informazione professionale e deontologicamente seria.
  • Errori grammaticali, fotografie e grafiche poco curate devono destare sospetto.
  • Alcune testate online sono una vera e propria parodia delle testate ufficiali, basti pensare al FattoQuotidaino che gioca sul nome dominio simile all’ufficiale Fatto Quotidiano.
  • Esistono alcuni siti che ti informano sulle bufale pubblicate e sulle testate inaffidabili. Una su tutte Bufale.net dagli uno sguardo.
  • Approfondisci su Google, cerca la notizia, se nessuno la rilancia evidentemente non è una notizia vera.
  • Non condividere le notizie che ti destano sospetti. Il virus della disinformazione si alimenta facilmente, e condividere le fake innesca un vero e proprio contagio virale, attendi, controlla e solo con conferma ufficiale posta e condividi, oltre che bloccare la catena di sciacalli che hanno lavorato per farti cadere nel tranello, eviterai delle pessime figure.
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Come usare Instagram in modo performante.

Come usare Instagram in modo performante? Ecco alcune indicazioni che meritano di essere seguite. Instagram è il social del momento, con un continuo tasso di crescita, dovuto a più fattori. Ma ci sono dei settori e dei target specifici su cui concentrarsi. Sebbene Instagram sia in crescita è nettamente più forte nella fascia under 35, più debole nella fascia 35-50, quasi assente negli over 50.

Instagram ha sbancato non solo per il formato fotografico, snello ed efficace, ma soprattutto per le stories e per aver separato i video in un’area dedicata, in modo tale da consultare con rapidità contenuti fotografici.

Instagram, e di questo ne va tenuto molto conto, incide fortemente nell’acquisizione di informazioni nel mondo travel, food, entertainment e moda. Con delle forzature sta entrando anche nel campo della politica e del commercio.

Ma come usare Instagram in modo performante? 

Oggetto o soggetto.

Utilizzare quanta più luce naturale possibile. Elimina le distrazioni, se ci sono troppi elementi nell’inquadratura fai in modo che non appaiano o siano in secondo piano rispetto al primo piano. Se non hai molti contenuti crea un archivio media, o attingi da stock di programmi professionali.

Originalità e sperimentazione.

Non temere, provaci. La viralità, l’approvazione e la diffusione di un contenuto non segue delle regole fisse. Riprendi le persone che usano i tuoi prodotti, scatta foto del tuo prodotto in un contesto definito, coerente o che metta in risalto il prodotto. Sperimenta App, inserisci elementi riconoscibili e riconducibili alla tua attività.

Video e stories.

Utilizza i video brevi per bloccare l’attenzione nello scroll down, anche con una durata di pochi secondi. Usa i boomerang e aggiorna spesso le stories, il racconto costante crea engagement. Utilizza filtri coerenti con l’immagine della tua attività, se ne scegli uno prova a mantenere quello per più scatti. Non forzare la mano con l’utilizzo di contrasto, luminosità e colorazione.

Top of mind.

Aggiornare costantemente Instagram aiuta a rimanere Top of mind. Posta un minimo di 3 – 5 volte a settimana, utilizza le stories per raccontare la quotidianità. Se fotografi il tuo negozio, o qualcosa all’interno della tua attività, geolocalizzati in modo tale da dare l’opportunità di fornire le indicazioni opportune.

InterAzione

Presentati di persona, presenta il tuo staff. Coinvolgi i tuoi clienti, reposta, condividi nelle storie, fai domande e commenta.

Usare i social è sempre più facile usare Instagram in modo performante è molto più complicato, inizia a farlo con passione, coraggio e coerenza, fallo con i nostri consigli.

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Creator Studio: implementata la piattaforma per gestire al meglio Facebook e Instagram.

Molti social media manager lo stavano aspettando da tempo, altri hanno visto modifiche sui propri social e non riuscivano a capacitarsene. Bene, Creator Studio, il programma business di Facebook, è stato implementato ad una versione che integra perfettamente la gestione dei contenuti di entrambe le piattaforme: Facebook e Instagram.

Vediamo rapidamente di cosa si tratta.

Creator Studio è un’interfaccia che unisce tutti gli strumenti per la gestione dei contenuti, delle metriche, delle pubblicità di Instagram e Facebook.

Per accedere è sufficiente collegarsi al link che vi riporto alla fine del post. Altrimenti potete cliccare, dalla vostra pagina Facebook, su “strumenti di pubblicazione” e pigiare su Creator Studio.

Una volta entrati, in alto si presenteranno due iconcine: la prima di Facebook, la seconda di Instagram. Sia l’una che l’altra vi indicano le pagine FB e i profili Instagram collegati. | ATTENZIONE per avere tutti gli strumenti a disposizione occorre essere AMMINISTRATORE della pagina |. Se non risultano collegate le vostre pagine, basterà inserirle manualmente seguendo l’indicazione “aggiungi nuova pagina”. Se avete l’omologo in Instagram, cliccate sull’icona e inserite il profilo; vi verrà richiesto user e pass ed il gioco è fatto. Da questo momento potete programmare i post, con tutte le funzionalità possibili.

Grazie a Creator potete finalmente programmare anche la pubblicazione dei post su Instagram, l’editor vi suggerirà lo spazio testo diviso per contenuto ed hashatag.

Un’evoluzione significativa che tende all’integrazione dei canali di Zuckerberg in una piattaforma sempre più completa e che gradualmente diventerà sempre più articolata nelle sue funzioni organiche ed a pagamento. Attendiamo Whatassp Business integrato al pannello di gestione ;-).

Ecco il link per accedere a Creator Studio https://business.facebook.com/creatorstudio/

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