Archivio degli autori Alberto Siculella

La propaganda secondo Matteo.

Ma quale “bestia” ? La comunicazione politica di Matteo Salvini, alla pari di Matteo Renzi, si basa sulle solide fondamenta della propaganda. Aggiornata e coerente con strumenti e linguaggio coerente con target e media utilizzato, i Matteo hanno alzato la posta in gioco, da qualche tempo presidiano il web con una grande pressione in termini di contenuti ed investimento.

Nessuna “bestia”, si tratta di competenze di staff e di investimenti economici. Un rigoroso piano editoriale, aggiornato su temi trend topic, interpretazioni sociali, eventi pubblici, che vengono seguite passo passo dallo staff e dai diretti interessati, spesso in prima persona. 

Quali sono allora le basi della propaganda sui cui si fonda la narrativa dei Matteo? Sono regole essenziali sempre valide, di cui qui ne parlo con completezza.

Partiamo dalla personificazione, la “trasfusione” del mio al tuo. Per dare un punto di vista vivido all’elettore occorre angolare la prospettiva, allora se sono condannato o sotto inchiesta, il rischio è anche tuo, perché se la giustizia non funziona è un problema anche tuo.

Altra tecnica che funziona molto bene è la narrativa dicotomica. Semplificare le categorie di bene vs male, buoni contro cattivi, per addurre al pensiero scegli da che parte stare, è la forma basica e più rapida per creare una linea di divisione tra te ed il tuo nemico. Come ad esempio 

Alle fondamenta della narrativa propagandistica ci sono delle figure retoriche come l’iperbole o quelle tautologiche, ovvero l’affermazione dell’ovvio. La tautologia, posta sotto forma di domanda, assume ancora più forza, perché lì dove ovvia la risposta, appare più ridicolo l’avversario che non affronta tanta ovvietà. Il Re indiscusso è lui, Salvini.

Infine il nemico unico, che negli ultimi anni è stato utilizzato spesso da Berlusconi, attaccando comunisti e giudici. Poi è toccato ai Matteo, che al posto dei comunisti ci hanno messo i populisti, all’occorrenza sovranisti, lasciando comunque i giudici nel focus (evidentemente qualche problema con i giudici ce l’hanno davvero). Spesso l’accanimento contro il nemico unico può essere un boomerang, ed infatti Renzi ne ha abusato, mentre Salvini ha preferito fare buon viso a cattivo gioco. Ecco perché Salvini è riuscito ad erodere consenso dal Movimento, accaparrandosi la simpatia degli “amici” dei 5 stelle (così richiamati sempre da Salvini), mentre Renzi, nonostante il fiume in piena, è riuscito ad isolarsi in un partito dell’8-12%. Ecco qui qualche video esemplificativo.

Personificazione/trasfusione
Dicotomia
Il trionfo dell’ovvio
Nemico unico, ma occhio a non esagerare.
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Il Movimento 5 Stelle e la scissione tecnica: minaccia o opportunità?

Quanto accade in questi giorni è frutto di scelte lontane. Le più recenti risalgono al 2018, quando la base davanti alle parlamentarie scricchiolò fortemente. Tanti frontman sostituirono attivisti di lungo corso, ed il Movimento imbarcò personaggi carismatici, mediatici e cavalli di Troia. Dal comandante De Falco a Fioramonti, passando per Paragone, e questi sono solo alcuni dei più celebri. 

Il Movimento è un organismo atipico, unico nel suo genere: in soli 10 anni è passato dalla piazza al Governo del Paese. Come ogni cosa, il tempo, e diverse condizioni, impressero direzioni differenti che imposero delle fisiologiche mutazioni. Abbandonati legittimamente alcuni dogmi, sfatati alcuni miti, lasciato troppo in fretta alcuni assiomi, oggi il Movimento è differente (non peggiore o migliore, ma differente) da come lo si è inteso fino a poco tempo fa. Gli accordi di Governo si sono rilevati tremendamente incisivi all’interno del gruppo, e da ago della bilancia il Movimento è passato ad essere piatto della bilancia, su cui pesare i poli e le frange orientate da una o dall’altra parte. Fagocitati dall’accordo con la Lega Nord (ahimè prevista come al mio solito con abbondante anticipo) , snaturati dall’accordo col PD, oggi il Movimento necessità di scelte strategiche fondamentali. Una crescita così rapida non è stata interpretata e governata con doveroso anticipo, ed oggi si fa la conta dei danni, un elettorato eroso di almeno 1/3 rispetto al 2018, così come la rappresentanza parlamentare.

Sbagliato imbarcare tanti personaggi esterni al Movimento, in un momento in cui ancora il Movimento non aveva i giusti anticorpi al suo interno. Sbagliato espellerli quando forniti di un forte alibi, come nel caso della linea sulle banche. Sbagliato pensare che Paragone, uomo fortemente legato al Carroccio, potesse non rappresentare una voce autorevole, mediaticamente forte, che avrebbe potuto tuonare, anche legittimamente, dall’interno. 

Il Movimento è a un bivio, formalizzare processi e ruoli, realizzare modifiche statutarie in coerenza e continuità con la propria essenza, ma alla luce delle dinamiche di un movimento di Governo, o pilotare una scissione interna, nella quale garantire lo spazio necessario a due anime sempre più evidenti e su cui non c’è nulla da nascondere. 

Il primo processo necessita di tempi rapidi e una struttura organica, il secondo è una tecnica utilizzata spesso in politica con cui si decide di marciare sperati per colpire uniti. 

Vista la mancata capacità di inserire la legge elettorale al centro degli accordi, visto l’abbandono di inserire modalità simili al vincolo di mandato, o comunque elementi ostativi al cambio di casacca per convenienza, il Movimento non ha altre scelte: o strutturarsi in tempi brevissimi, formalizzando processi e ruoli, o destrutturarsi, fortificando meet-up, e aprendo una linea parallela e complementare. 

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Come riconoscere una fake news e come comportarsi.

E’ sempre più difficile ma occorre comprendere come riconoscere una fake news e come comportarsi davanti al pericolo di contaminazione. A gridare al lupo al lupo, prima o poi non ti crede nessuno, ed è il rischio che si corre maggiormente. Diffondere notizie false non è solo problematico dal punto di vista dell’informazione, ma spesso si trasforma in un vero e proprio boomerang. Ci sono tante notizie false, prodotte con astuzia, per boicottare, sabotare, un prodotto, un’attività; tante altre per promuovere una linea politica, un personaggio. 

Ma si sa, le fake news hanno le gambe corte. Allora come riconoscere le fake news e come comportarsi?

Intanto partiamo dal presupposto che il pericolo non sono solo le notizie false, ma anche quelle infondate, vecchie o pilotate.

Partiamo da un dato, produciamo ogni giorno più informazioni di quante non se ne producessero in un anno prima dell’avvento dei social. Per forza di cose non tutte le notizie possono essere controllate, perciò occorre fare particolare informazione: ecco come riconoscere una fake news e come comportarsi.

  • Diffida dai titoli sensazionalistici, spesso chi ha bisogno di un titolone non ha molti lettori, e spera nel tuo click di curiosità per poter soddisfare i banner pubblicitari all’interno del suo sito.
  • Verifica il giorno in cui l’articolo è stato scritto, postare una notizia di 4 anni fa, seppur vera, non è attuale.
  • Affidati alle fonti certe ed ufficiali. Prima di credere a quanto letto controlla che la notizia appaia sull’edizione online di una o più testate nazionali, affermate, sicure e riconducibili ad informazione professionale e deontologicamente seria.
  • Errori grammaticali, fotografie e grafiche poco curate devono destare sospetto.
  • Alcune testate online sono una vera e propria parodia delle testate ufficiali, basti pensare al FattoQuotidaino che gioca sul nome dominio simile all’ufficiale Fatto Quotidiano.
  • Esistono alcuni siti che ti informano sulle bufale pubblicate e sulle testate inaffidabili. Una su tutte Bufale.net dagli uno sguardo.
  • Approfondisci su Google, cerca la notizia, se nessuno la rilancia evidentemente non è una notizia vera.
  • Non condividere le notizie che ti destano sospetti. Il virus della disinformazione si alimenta facilmente, e condividere le fake innesca un vero e proprio contagio virale, attendi, controlla e solo con conferma ufficiale posta e condividi, oltre che bloccare la catena di sciacalli che hanno lavorato per farti cadere nel tranello, eviterai delle pessime figure.
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Come usare Instagram in modo performante.

Come usare Instagram in modo performante? Ecco alcune indicazioni che meritano di essere seguite. Instagram è il social del momento, con un continuo tasso di crescita, dovuto a più fattori. Ma ci sono dei settori e dei target specifici su cui concentrarsi. Sebbene Instagram sia in crescita è nettamente più forte nella fascia under 35, più debole nella fascia 35-50, quasi assente negli over 50.

Instagram ha sbancato non solo per il formato fotografico, snello ed efficace, ma soprattutto per le stories e per aver separato i video in un’area dedicata, in modo tale da consultare con rapidità contenuti fotografici.

Instagram, e di questo ne va tenuto molto conto, incide fortemente nell’acquisizione di informazioni nel mondo travel, food, entertainment e moda. Con delle forzature sta entrando anche nel campo della politica e del commercio.

Ma come usare Instagram in modo performante? 

Oggetto o soggetto.

Utilizzare quanta più luce naturale possibile. Elimina le distrazioni, se ci sono troppi elementi nell’inquadratura fai in modo che non appaiano o siano in secondo piano rispetto al primo piano. Se non hai molti contenuti crea un archivio media, o attingi da stock di programmi professionali.

Originalità e sperimentazione.

Non temere, provaci. La viralità, l’approvazione e la diffusione di un contenuto non segue delle regole fisse. Riprendi le persone che usano i tuoi prodotti, scatta foto del tuo prodotto in un contesto definito, coerente o che metta in risalto il prodotto. Sperimenta App, inserisci elementi riconoscibili e riconducibili alla tua attività.

Video e stories.

Utilizza i video brevi per bloccare l’attenzione nello scroll down, anche con una durata di pochi secondi. Usa i boomerang e aggiorna spesso le stories, il racconto costante crea engagement. Utilizza filtri coerenti con l’immagine della tua attività, se ne scegli uno prova a mantenere quello per più scatti. Non forzare la mano con l’utilizzo di contrasto, luminosità e colorazione.

Top of mind.

Aggiornare costantemente Instagram aiuta a rimanere Top of mind. Posta un minimo di 3 – 5 volte a settimana, utilizza le stories per raccontare la quotidianità. Se fotografi il tuo negozio, o qualcosa all’interno della tua attività, geolocalizzati in modo tale da dare l’opportunità di fornire le indicazioni opportune.

InterAzione

Presentati di persona, presenta il tuo staff. Coinvolgi i tuoi clienti, reposta, condividi nelle storie, fai domande e commenta.

Usare i social è sempre più facile usare Instagram in modo performante è molto più complicato, inizia a farlo con passione, coraggio e coerenza, fallo con i nostri consigli.

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Creator Studio: implementata la piattaforma per gestire al meglio Facebook e Instagram.

Molti social media manager lo stavano aspettando da tempo, altri hanno visto modifiche sui propri social e non riuscivano a capacitarsene. Bene, Creator Studio, il programma business di Facebook, è stato implementato ad una versione che integra perfettamente la gestione dei contenuti di entrambe le piattaforme: Facebook e Instagram.

Vediamo rapidamente di cosa si tratta.

Creator Studio è un’interfaccia che unisce tutti gli strumenti per la gestione dei contenuti, delle metriche, delle pubblicità di Instagram e Facebook.

Per accedere è sufficiente collegarsi al link che vi riporto alla fine del post. Altrimenti potete cliccare, dalla vostra pagina Facebook, su “strumenti di pubblicazione” e pigiare su Creator Studio.

Una volta entrati, in alto si presenteranno due iconcine: la prima di Facebook, la seconda di Instagram. Sia l’una che l’altra vi indicano le pagine FB e i profili Instagram collegati. | ATTENZIONE per avere tutti gli strumenti a disposizione occorre essere AMMINISTRATORE della pagina |. Se non risultano collegate le vostre pagine, basterà inserirle manualmente seguendo l’indicazione “aggiungi nuova pagina”. Se avete l’omologo in Instagram, cliccate sull’icona e inserite il profilo; vi verrà richiesto user e pass ed il gioco è fatto. Da questo momento potete programmare i post, con tutte le funzionalità possibili.

Grazie a Creator potete finalmente programmare anche la pubblicazione dei post su Instagram, l’editor vi suggerirà lo spazio testo diviso per contenuto ed hashatag.

Un’evoluzione significativa che tende all’integrazione dei canali di Zuckerberg in una piattaforma sempre più completa e che gradualmente diventerà sempre più articolata nelle sue funzioni organiche ed a pagamento. Attendiamo Whatassp Business integrato al pannello di gestione ;-).

Ecco il link per accedere a Creator Studio https://business.facebook.com/creatorstudio/

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Turismo 2019: scenario e numeri in Puglia e nel Salento.

E’ boom, anzi è crisi, uguale agli altri anni. Sul turismo ogni anno si sprecano commenti, opinioni, valutazioni e post alla ricerca spudorata di like, condivisioni e viralità. La differenza tra un’opinione soggettiva ed una valutazione oggettiva è fornita dai dati. Diamo perciò un quadro oggettivo, basato su dati realistici e non su presunte valutazioni.

PREMESSA: gli unici numeri certi sono quelli derivanti dalle statistiche dell’Osservatorio del Ministero con ENIT e dall’ISTAT, e questi dati sono disponibili sui siti ufficiali, e riguardano l’anno precedente alla pubblicazione, ovvero, entro novembre-dicembre 2019 sapremo i dati del 2018. Allo stato attuale disponiamo dei dati 2017.

FAKE NEWS, SENSAZIONALISMO E PROPAGANDA.

No, la Puglia non è mai stata “eletta le Regione più bella del mondo”, non perché non possa puntare ad esserlo, ma perché non è mai esistita una nomination del genere. (Leggi l’articolo). Era solo una delle tante fake news prodotte per gonfiare il petto e promuovere subdolamente la nostra Regione.

Smontiamo da subito alcune notizie false o montate ad arte per sostenere la propaganda di alcuni amministratori più abili nella comunicazione che nella gestione turistica dei territorio. Sostenere che il turismo sia in aumento perché sono aumentati gli introiti da tassa di soggiorno è come sostenere che siano sempre di più i proprietari di prima casa perché più persone pagano il canone RAI. E’ il caso del Comune di Lecce dove l’evasione della tassa di soggiorno era tanta e tale che in un solo anno si è passati da poco più di 500 mila euro a oltre 1 milione. E’ evidente che un balzo del genere non può significare che le presenze siano raddoppiate, ma che gli ottimi controlli effettuati hanno evidenziato una grande fascia di evasione della tassa. Perciò non è raddoppiato il turismo, ma dimezzata l’evasione degli oltre 500 B&B in città.

Meno turismo di massa, più turismo di qualità? Qualità e quantità sono due concetti ben differenti e l’uno non esclude l’altro. La propensione alla spesa non è la capacità di spesa, e sarebbe folle pensare che un 20enne non sia in grado di spendere più di un 40enne, poiché la disponibilità del primo potrebbe essere data da un reddito genitoriale più alto e da una propensione al consumo più accentuato. Solo perché si è incapaci di governare, pianificare, gestire un mercato turistico, non si può sostenere che non sia un buon mercato. E’ il caso di Gallipoli dove oggi le presenza sono nettamente diminuite, con un sostanziale mantenimento nel mese di agosto, e qualcuno sostiene che questo ha portato ad un turismo “di qualità”. Come valutare la qualità di un turista? Dagli schiamazzi ? (chi li valuta?) Dalla spesa pro capite? Anche quando è conclamata la diminuzione dell’evasione fiscale, grazie alle nuove norme e all’aumento dell’utilizzo delle carte di pagamento al posto del contante. Una cosa è certa; la spazzatura e l’incuria c’erano prima, c’è adesso, e i locali dismessi potevano essere riutilizzati piuttosto che abbandonati al degrado.

Sono aumentati gli arrivi in Puglia. Si, ed è un trend destinato a crescere. E i servizi? Le ricadute economiche, sociali, occupazionali? Un buon amministratore non deve sbandierare i dati di un trend mondiale facendoli propri come fosse merito suo, ma dovrebbe dare risposta a queste domande, per governare un flusso in crescita, senza sottoporre i suoi cittadini ad altre dinamiche di turismo subito. 5 ore dall’aeroporto di Bari ad una località costiera del Salento, questo è il punto su cui lavorare. La puzza di fogna, le strade dissestate, l’assenza di rete, di indicazioni chiare, di guide interattive; l’assenza di strutture per le disabilità, i servizi animal friendly e tanto altro ancora, c’è da fare, tanto, troppo, invece di fare le cicale, bisognerebbe iniziare a lavorare come le formiche.

MA QUALE INTERNAZIONALIZZAZIONE? La Puglia, nonostante una costante crescita di presenze straniere, continua a rimanere tra i fanalini di coda, mantenendo un turismo prevalentemente italiano con una quota del 78,5% sul totale.

MA QUALE DESTAGIONALIZZAZIONE? La Puglia continua ad essere in cima alla classifica solo nei mesi di luglio e agosto, qualche miglioramento a maggio e settembre, il resto è il nulla che avanza. Non c’è nessuna località pugliese nella classifica annuale delle principali 50 località per pressione turistica, non c’è nessuna crescita contestuale sullo scenario italiano, ma solo in variazione % sugli anni precedenti su base regionale (dove ad incidere è un trend globale).

Da settembre, passata la sbornia agostana, si faranno tante chiacchiere post ombrellone, ed il turismo tornerà ad essere un tema in voga da maggio in poi. Chi ha battuto cassa difenderà il modello, chi non è riuscito a monetizzare lo maledirà, ecco perché il turismo dovrebbe avere, da parte delle amministrazioni, un’impronta manageriale, per dettare la linea, fornire strumenti, invece dei soliti tavoli tecnici utilizzati per stringere rapporti, relazioni e promesse elettorali.

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