Archivio degli autori Alberto Siculella

Quando il prezzo non ha il giusto valore.

Siamo alle solite, e quest’anno più delle solite.

Inizia la stagione estiva e si scandagliano i prezzi di hotel, B&B, lidi e ristoranti delle principali mete turistiche. Riviste, giornali, tg, sbattono in prima pagina il costo dell’uno, l’aumento dell’altro. Tutto vero, tutto giusto, ma c’è qualcosa che non torna.

Dietro queste analisi si nasconde una narrazione tendenziosa, quanto faziosa e distorta, mirata a far apparire alcuni operatori, sebbene capaci e affermati, degli speculatori alla pari di altri che, non coprendo lo stesso mercato, non offrendo la stessa qualità di prodotto e di servizio, attuano dinamiche di prezzo, predatorie.

Ma c’è un altro aspetto che lascia perplessi. Leggendo commenti e opinioni  appare diffusa l’idea che a sud un’ombrellone, un hotel, una cena non possa costare più che a nord. Come se non contasse il servizio o prodotto offerto, il contesto, il mercato, la qualità proposta

Dalle pagine di questo blog ed in prima persona, mi sono battuto e continuo a farlo contro il turismo subito e non governato, contro l’overtourism, il turismo di massa, aggressivo, predatorio, e contro gli operatori improvvisati quando va bene. Disonesti o criminali quando va male. Ma il turismo italiano, oltre a vantare un prodotto d’eccellenza, annovera tra imprese, operatori e lavoratori del settore, una galassia di competenze, capacità, determinazione e coraggio, che prescindono dal territorio in cui operano, e pertanto meritano lo stesso rispetto.

Nei complessi sciistici più rinomati una settimana di vacanza mediamente costa il 30% in più di una settimana in una località estiva tra le più gettonate d’Italia, eppure le pulci alle spa, agli hotel di montagna, ai rifugi gourmet e alle piste da scii non se ne fanno. Ed è giusto così, perché spetta al cliente e all’ospite decidere dove destinare il proprio tempo, il proprio denaro.

Spetta al consumatore valutare il rapporto qualità prezzo. Spetta ad ognuno di noi dare valore a ciò che si consuma, a ciò che si mangia, si beve, e al tempo che dedichiamo a noi stessi grazie al lavoro altrui.

E’ così una pizza può costare 3 euro o 30, se nel primo caso non ci sono costi, non ci sono servizi, o se nel secondo si affrontano costi importanti, si garantisce un servizio di alto livello con personale formato, capace di parlare le lingue di accogliere, informare, se in cucina ci sono professionisti che fanno ricerca, selezione accurata di materie prime, inventano, innovano o il cui talento crea riconoscibilità e genera indotto e ricadute per una filiera locale.

Insomma, a tracciare il solco tra speculazione e inflazione, tra costo e valore, c’è sempre la qualità, ed è un fattore che in pochi sanno riconoscere, dato che alcuni credono di trovarla solo al nord.

Buone vacanze ovunque le facciate, alla ricerca del valore, prima che del costo.

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Gentrification, come le città stanno cambiando senza rendercene conto.

Il termine deriva da un utilizzo sociologico per descrivere una trasformazione socioculturale, graduale ma inesorabile, di aree urbane delle città. Prima popolate dalla classe operaia, poi divenute borghesi, alcune aree urbane, con la rivalutazione dei centri storici, si sono rivelate attrattori di investimenti immobiliari, ed i quartieri centrali di città d’arte o di mete particolarmente vocate al turismo, o all’incoming fieristico, lavorativo, finanziario, sono ad oggi in grande espansione.

In queste zone urbane, i prezzi sono in forte ascesa, e si assiste sempre più ad una dinamica speculativa sui prezzi al metro quadro degli immobili, anche in assenza di un complessivo miglioramento dell’area interessata, dal punto di vista dei servizi.

Mossa da una forza centrifuga, la gentrificazione si espande dal centro storico alle periferie. A muoverla sempre più velocemente è spesso un’altra dinamica, ovvero quella della turistificazione.

La classi medie, con capacità di spesa superiore a quella operaia, hanno nel tempo diversificato gli investimenti sulle proprietà immobiliari, cambiandone destinazione d’uso, e preferendo aree periferiche dove rivalutare immobili e rendere quell’area perciò in espansione, oltre che rivalutarla. Le scelte governative, hanno agevolato una più equa capacità da parte di tutte le classi sociali di adeguare immobili, facciate, e prestazioni energetiche delle proprie abitazioni, frenando il declassamento delle case più popolari, e allineandole con gli investimenti dei ceti medi.

La gentrificazione, nell’ultimo decennio, ha creato dei veri ghetti. Aree di quartiere, diventate inaccessibili per i resideti, compressi dall’inflazione e dalla speculazione immobiliare.

Avere una più omogenea spartizione dei flussi in incoming, fornire servizi in maniera diffusa e capillare, irrobustire le politiche di edilizia sostenibile, popolare e diffusa, incentivare buone pratiche di impresa, rappresenta l’unico modo per frenare un fenomeno che sta stravolgendo i quartieri delle nostre città, e che presta il fianco a dinamiche economico-finanziarie molto aggressive.

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Il Conte di lotta, il Conte di Governo. Il Movimento 5 Stelle e il viaggio di ritorno

Dal 32 al 12%, venti punti percentuali in meno di consenso in 4 anni. E’ il costo in termini di elettorato per il  Movimento 5 Stelle, che in questa legislatura ha partecipato alla nascita di ben 3 Governi differenti.

Certo, non il periodo più fortunato della storia per essere al Governo, e a dirla tutta, anche i detrattori, dovranno ammettere che per essere la prima esperienza, in un contesto di Papete prima, pandemia poi, guerra dopo, sono stati più capaci di quanto non si cercasse di descrivere.

Se il consenso è il polso della politica, non ci si può non interrogare sul tracollo 5 Stelle.

Partiamo da una considerazione.

In politica la comunicazione è fondamentale, e se prima la Lega, poi il PD, affiancandosi al Movimento, sono riusciti per osmosi ad erodere l’elettorato 5 stelle e portarlo dalla loro parte, significa che l’identità costruita intorno al progetto politico, i toni, il frame, lo storytelling, non erano sufficientemente delineati.

Al netto di contraddizioni, errori politici, e valutazioni soggettive che spettano ad ogni elettore, il Movimento 5 Stelle ora si trova davanti ad una scelta forzata, ovvero quella di ritornare sul posizionamento di partenza. Riappariranno termini e temi “populisti” che ricalcheranno l’agenda politica. La lotta al mainstream e alle rappresentazioni giornalistiche. Si farà più forte la dialettica basata sulle priorità degli italiani, sulla lotta ai privilegi, torneranno le campagne sui tagli a stipendi, restituzioni e l’oppisizione alla “vecchia politica”.

Già in questi giorni, assistiamo ad un cambio repentino nei toni e nei modi di Giuseppe Conte, che neanche davanti ai peggiori giorni da capo del Governo aveva mai perso le staffe, alzato i toni o la voce. Oggi invece il cambio strategico netto. Più social, dirette Instagram, tono incalzante, volume più alto, mimica e gestualità più aspra e dura, pungi sul tavolo e parole chiave ripetute per rafforzare il senso di comunità originaria, post ideologica, digitale, green, pacifista e innovativa.

Insomma un ritorno alle origini? Non proprio, sarebbe poco credibile, ma sicuramente un tentativo di riposizionarsi in un’area meno affollata, distintiva del Movimento, che potrebbe portare nel giro di un semestre il Movimento a riposizionarsi tra il 15 ed il 17% prima della tornata elettorale e referendaria di giugno.

Conte gode di stima e consenso come leader, forzare la mano nel riposizionamento, potrebbe risultare poco credibile. I mesi di novembre e dicembre si mostreranno decisivi per il Movimento 5 Stelle, per determinare le scelte e le strategie in vista delle politiche 2023.

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Togliete il turismo dalle mani degli incompetenti.

Non possono essere usati giri di parole. La Puglia continua a non saper dare risposte alle necessità di un comparto turistico in ginocchio. Sebbene in crescita negli ultimi 10 anni, la Puglia continua ad avere un deficit gravissimo sotto il punto di vista della programmazione, e della gestione dei flussi. Nel 2019 (pre pandemia, quindi senza attenuanti) le strutture ricettive della Puglia accoglievano solo il 3,9% degli arrivi internazionali del nostro Paese.

La mancanza di una regia strategica, di una visione lungimirante e di una guida politica, ha portato il comparto del turismo ad avere un mercato composto da attività totalmente rivolte alla ristorazione (ben il 64% del totale delle attività) e alla ricettività (oltre il 14%). Mentre per servizi specifici di mobilità, intrattenimento, sport, accoglienza, tour, si dedicano, messe tutte insieme, meno del 22% delle imprese.

Circa il 60% degli arrivi in Puglia sono nelle province di Lecce e Foggia, segue Bari, scarse le performance di Brindisi e Taranto. La motivazione principale resta quella balenare, determinando così, ancora una volta la traiettoria stagionale del turismo made in Puglia.

Lecce presenta infine i tipici tratti della touristification, ovvero di quel fenomeno che, per mancanza di visione strategica, incapacità di governare i flussi e determinare le traiettorie del mercato, sta portando ad una sempre più palese mercificazione della città, come prodotto di consumo, e sempre meno come servizio esperienziale.

In soli 10 anni circa 260 residenti in meno nel centro storico e oltre 1.000 cambi di destinazione d’uso, con l’aumento incontrollato di B&B e ristoranti. Franchising al posto delle botteghe e la vita dei residenti si sposta sempre più nelle periferie, svuotando il centro storico di quella vitalità che l’ha reso uno dei centri più attrattivi e dinamici del sud Italia.

Eventi, o poco più. Qui si ferma la mano politica della gestione turistica in città, che attende una svolta digitale, un’implementazione dei servizi, una pianificazione di destination management, un’integrazione di servizi pubblici e privati, una regia comune per gli operatori. Insomma, siamo ancora all’anno zero.

Intanto, in mancanza di capacità di analisi, forniamo uno strumento di riflessione. Un’indagine svolta su un campione di 100 persone, per approfondire le lacune e provare a porre qualche interrogativo in più sulla gestione fallimentare del turismo a Lecce.

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Calendario social 2022

Il calendario social 2022 è uno strumento che serve a pianificare la pubblicazione dei post. Sapere con netto anticipo alcune date, ricorrenze, festività, permette di elaborare contenuti specifici e strategici. 

Ecco allora a vostra disposizione il calendario social 2022: buona pianificazione.

GENNAIO 2022

Sabato 1 Gennaio: Giornata Mondiale per la Pace
Martedì 4 Gennaio: Giornata Mondiale dell’alfabeto Braille
Giovedì 6 Gennaio: Epifania
Venerdì 7 Gennaio: Festa del Tricolore
Giovedì 13 Gennaio: Giornata mondiale del dialogo fra religioni
Lunedì 17 Gennaio: Giornata internazionale della pizza e blue monday (giorno più triste dell’anno)
Giovedì 27 Gennaio: Giornata della Memoria (in ricordo delle vittime della Shoah)

FEBBRAIO 2022

Martedì 1 Febbraio: Capodanno cinese 2022
Mercoledì 2 Febbraio:
 Giornata mondiale della vita
Venerdì 4 Febbraio: Giornata mondiale della lotta contro il cancro
Domenica 5 Febbraio: Giornata Mondiale contro lo spreco alimentare
Lunedì 7 Febbraio: Giornata Mondiale per una rete più sicura “safer internet day”
Giovedì 10 Febbraio: Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe
Venerdì 11 Febbraio: Giornata Mondiale del malato
Domenica 13 Febbraio: Carnevale 
Lunedì 14 Febbraio: San Valentino
Giovedì 17 Febbraio: Giornata Nazionale del gatto
Venerdì 18 Febbraio: Giornata Internazionale del risparmio energetico


MARZO 2022

Martedì 1 Marzo: Martedì grasso
Mercoledì 2 Marzo: 
Mercoledì delle ceneri
Giovedì 3 Marzo:
 Giornata Mondiale della natura
Venerdì 4 Marzo: Giornata Mondiale contro l’obesità
Martedì 8 Marzo: Festa della donna
Venerdì 11 Marzo: Giornata Mondiale del sonno
Sabato 12 Marzo: Giornata Mondiale contro la cyber–censura
Martedì 15 Marzo: Giornata Mondiale dei diritti dei consumatori
Giovedì 17 Marzo: St. Patrick’s day 
Sabato 19 Marzo: Festa del papà
Lunedì 21 Marzo: Primavera – Giornata internazionale contro la discriminazione razziale
Martedì 22 Marzo: Giornata Mondiale dell’acqua
Domenica 27 Marzo: Giornata Mondiale del teatro
Mercoledì 30 Marzo: Earth Hour (Ora della Terra)

APRILE 2022

Venerdì 1 Aprile: Pesce d’aprile
Sabato 2 Aprile: Giornata Mondiale dell’autismo
Mercoledì 6 Aprile: Giornata Mondiale dello sport
Giovedì 7 Aprile: Giornata Mondiale della salute
Domenica 10 Aprile: Domenica delle palme 
Domenica 17 Aprile: Pasqua
Lunedì 18 Aprile: Pasquetta
Venerdì 22 Aprile: Giornata Mondiale della terra (Earth Day)
Lunedì 25 Aprile: Festa della liberazione
Giovedì 28 Aprile: Giornata Internazionale per la sicurezza sul lavoro
Venerdì 29 Aprile: Giornata Internazionale della danza
Sabato 30 Aprile: Giornata Mondiale del jazz

MAGGIO 2022

Domenica 1 Maggio: Festa del lavoro
Martedì 3 Maggio: Giornata Mondiale per la libertà di stampa
Domenica 8 Maggio: Festa della mamma
Giovedì 12 Maggio: Giornata internazionale dell’infermiere
Martedì 17 Maggio: Giornata Mondiale contro l’omofobia
Venerdì 20 Maggio: Giornata mondiale delle api
Sabato 28 Maggio: Giornata mondiale contro la sclerosi multipla
Martedì 31 Maggio: Giornata Mondiale per la lotta al fumo

GIUGNO 2022

Mercoledì 1 Giugno: Giornata mondiale dei genitori
Giovedì 2 Giugno: Festa della Repubblica Italiana
Venerdì 3 Giugno: Giornata Mondiale della bicicletta
Domenica 5 Giugno: Giornata Mondiale dell’ambiente
Mercoledì 8 Giugno: Giornata Mondiale degli oceani
Domenica 12 Giugno: Giornata Mondiale contro il lavoro minorile
Martedì 14 Giugno: Giornata Mondiale dei donatori di sangue
Lunedì 20 Giugno: Giornata Mondiale dei profughi “world refugee day”
Martedì 21 Giugno: Estate

LUGLIO 2022

Mercoledì 6 Luglio: Giornata mondiale del bacio
Giovedì 7 Luglio: Giornata Mondiale del cioccolato
Venerdì 8 Luglio: Giornata internazionale del mar Mediterraneo
Domenica 17 Luglio: Giornata mondiale dell’Emoji “world emoji day”
Lunedì 18 Luglio: Nelson Mandela International Day
Sabato 30 Luglio: Giornata Internazionale dell’amicizia
Domenica 31 Luglio: Giornata mondiale dell’orgasmo

AGOSTO 2022

Lunedì 8 Agosto: Giornata Internazionale del gatto
Mercoledì 10 Agosto: Notte di San Lorenzo
Venerdì 12 Agosto: Giornata internazionale della gioventù
Lunedì 15 Agosto: Ferragosto
Venerdì 19 Agosto: Giornata mondiale della fotografia
Domenica 21 Agosto: Giornata Mondiale dell’imprenditore
Venerdì 26 Agosto: Giornata Mondiale del cane

SETTEMBRE 2022

Domenica 4 Settembre: Giornata Internazionale del benessere sessuale
Domenica 11 Settembre: Anniversario dell’attacco terroristico – Twin Towers – New York
Giovedì 15 Settembre: Giornata Mondiale della democrazia
Mercoledì 21 Settembre: Giornata Internazionale della pace 
Giovedì 22 Settembre: Autunno
Domenica 25 Settembre: Giornata Mondiale dei sogni
Lunedì 26 Settembre: Giornata europea delle lingue
Martedì 27 Settembre: Giornata Mondiale del turismo

OTTOBRE 2022

Sabato 1 Ottobre: Giornata Internazionale del caffè
Domenica 2 Ottobre: Festa dei nonni
Mercoledì 5 Ottobre: Giornata Mondiale degli insegnanti
Lunedì 10 Ottobre: Giornata Mondiale contro la pena di morte
Domenica 16 Ottobre: Giornata Mondiale dell’alimentazione
Martedì 25 Ottobre: Giornata Mondiale della pasta
Lunedì 31 Ottobre: Halloween

NOVEMBRE 2022

Martedì 1 Novembre: Festa di Ognissanti
Mercoledì 2 Novembre: Commemorazione dei defunti
Venerdì 4 Novembre: Festa delle Forze Armate
Martedì 8 Novembre: Guinness world record
Domenica 20 Novembre: Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
Lunedì 21 Novembre: Giornata Mondiale della televisione
Venerdì 25 Novembre: Black Friday – Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
Lunedì 28 Novembre: Cyber monday

DICEMBRE 2022

Giovedì 1 Dicembre: Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS
Sabato 3 Dicembre: Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità
Lunedì 5 Dicembre: Giornata Mondiale del volontariato
Giovedì 8 Dicembre: Festa dell’Immacolata Concezione
Sabato 10 Dicembre: Giornata Mondiale dei diritti umani
Martedì 13 Dicembre: Santa Lucia (il giorno più corto che ci sia)
Domenica 25 Dicembre: Natale
Lunedì 26 Dicembre: Santo Stefano
Sabato 31 Dicembre: Notte di San Silvestro

Hai qualche evento, data, iniziativa da inserire? Aiutami a tenere aggiornato il calendario social 2022 scrivi ad agenzia@albertosiculella.it

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Qualcosa si è rotto e forse non è un male.

Per anni abbiamo inseguito il mito della crescita economica, del PIL, dello sviluppo industriale. Indici di occupazione e di disoccupazione. Abbiamo legittimato le più spregiudicate pratiche neoliberiste, accettando la compressione di diritti, in virtù dei privilegi di pochi, che si sono arricchiti a dismisura, speculando sulle necessità di tanti.

Abbiamo accettato che venissero liberalizzate tutte le attività, scoprendo sulla nostra pelle che liberalizzare senza buon senso e norme, significa schiavizzare i lavoratori. Sono saltati orari, addio alla domenica in famiglia, le macchinette self service, i supermarket 24/24, aperti 7 giorni su 7. Un sistema che non solo non ha funzionato, ma ci ha portato ad un lento oblio, dove l’arricchimento di pochi è diventato un problema finanziario. Banche colme di denaro immobilizzato sui conti correnti straripanti di pochissimi, mentre tanti altri, vuoti, di persone che non possono accedere al credito, proprio perché privi di garanzie erose come i loro diritti.

La pandemia ci ha buttato tutto in faccia, nel silenzio delle nostre abitazioni, a riflettere sul nostro posto nel mondo, sul significato della vita. E giù di frustrazioni, violenza domestica e rabbia, nel peggiore dei casi. Film, letture, hobby, nuovi spunti e passione, nel migliore dei casi.

Ed in entrambe le circostanze abbiamo fatto i conti con noi stessi. Un reset psicologico senza precedenti, spesso inconsapevole, ma netto. Così è nata l’esigenza di conciliare la propria vita privata con il lavoro, l’urgenza di darsi una spiegazione per le incongruenze tra ciò che si è e cio che si fa.

Negli USA è chiamato Great Resignation, un fenomeno che ha portato oltre 4 milioni e mezzo di americani a dimettersi, licenziarsi dal proprio posto di lavoro. In Italia, con dimensioni e dinamiche molto differenti, si conta circa mezzo milione di lavoratori che hanno abbandonato volontariamente il proprio posto di lavoro, alla ricerca di uno migliore, o in attesa sabbatica.

Fino al 2019 si erano registrati aumenti considerevoli di burnout sul posto di lavoro, ovvero il cosidetto esaurimento nervoso, collegato allo svolgimento di mansioni professionali. In Italia si registra da anni un’impennata di ansiolitici e antidepressivi, con un aumento medio del +1,3% annuo per antipsicotici, e del + 2,1% annuo per gli antidepressivi. Un disagio che sfugge dai calcoli economici.

Un’economia che spesso ignora costi e benefici, e si ferma alle sole entrate ed uscite, come di tutti quei liberi professionisti, partite IVA, PMI che aumentano orari di lavoro, suppoenendo  un’eventuale extra incasso, ed ignorano il logorio, il mancato tempo libero, l’incapacità di sviluppare hobby, interessi, reti sociali, che sono parte fondamentale della realizzazione personale. E se si realizza il personale, non può che migliorare il professionale. Esistono costi occulti di cui un bilancio economico non tiene conto, che vanno al di la del tangibile, dello scontrino, delle fatture.

La pandemia ci ha obbligato a restrizioni, chiusure, a farci sentire carenti di libertà. Carenze che abbiamo metabolizzato e che ci siamo resi conto essere delle schiavitù. Come di tempi biblici nel traffico, code negli uffici, burocrazia, lavoro sottopogato, con i salari unici in Europa per essere diminuiti negli ultimi 20 anni mentre in altri Paesi sono tutti aumentati e spesso anche di tanto. Bollette da pagare, mutui e finanziamenti per permetterci un tenore di vita che sembra appagare una vita di frustrazioni, ma è solo effetto placebo.

Dal lavorare tanto in pochi, dovevamo iniziare a lavorare poco tutti, perché siamo nati per fare molto di più che lavorare e siamo rimasti con il lavorare molto di più del tempo che ci rimane da vivere.

Ecco perché siamo sprofondati, e forse è meglio così.

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