Archivio giornaliero 9 Febbraio 2018

Regole e segreti per un buon social media manager.

Ti sei avvicinato a questo mondo e stai cercando di carpirne regole e segreti per un buon social media manager? Mettiamo in chiaro alcune cose.

Se sei arrivato su questo post è perché stai cercando regole e segreti per un buon social media manager. Se stai cercando regole e segreti per un buon social media manager è perché probabilmente non stai avendo grandi risultati nella gestione di Facebook, Instagram, Twitter o altri social. O ancora più probabilmente perché sei agli inizi o perché credi di saperne già abbastanza ma non troppo. Allora sgomberiamo il campo da alcuni equivoci:

NON ESISTONO SEGRETI ma esistono delle regole per un buon social media management.

Già, la prima regola è proprio questa: non esistono segreti e se esistessero nessuno verrebbe a dirteli. Allora ti domanderai come rendere più performante i tuoi social, come usarli al meglio?

Qui intervengono le regole, queste si che esistono e sono tante ma in questa sede appare più appropriato fornire le regole generali che si adattano a tutti i social media e non al singolo, di cui conviene approfondire nella rubrica social LEGGI QUI LA RUBRICA SOCIAL DI STUDIO SICULELLA 

  1. Ogni social ha un suo linguaggio. Curare il testo è fondamentale, che si tratti di 160 caratteri per un tweet o che sia una descrizione ad una foto pubblicata su Instagram, il testo deve adattarsi al contesto.
  2. Rispetta le dimensioni che il social supporta. Nel caso dei video prediligi alta ma non altissima qualità, per ora il 4k viene riprodotto poco e male, meglio adattarsi ad un più adeguato HD. Per foto e grafiche, consulta siti e blog che riportano fedelmente le misure adeguate, la differenza tra immagine di profilo, copertina, post, è tanta, occhio a rispettare le dimensioni e’ fondamentale.
  3. Non usare a sproposito le tecniche che appaiono più diffuse. Hashtag, emoticon, sono ottimi strumenti se usati con misura.
  4. Prefissati un frame, ovvero una cornice comunicativa. Temi, linea, toni. Scegli tutto prima, prova a rispettare le linee guida, vedrai che il percorso di coerenza sarà apprezzata, e alla lunga paga.
  5. Piano redazionale. Struttura un piccolo calendario, almeno mensile, in cui appuntarsi festività, ricorrenze, giornate particolari (San Valentino, blackfriday e via dicendo) in cui programmare post specifici ed eventualmente anche promozionali. Nel piano redazionale inoltre occorre specificare grosso modo i temi che andrai a toccare. Sarà lavoro successivo realizzarli con grafiche, contenuti e testi di qualità.
  6. Analizza. I dati dei tuoi profili sono fondamentali per scrutare il migliore orario in cui postare e cosa postare. Inoltre occorre analizzare la rete e studiare tendenze, argomenti e mood prevalente nella rete. Così facendo, su argomenti di dominio pubblico, potrai provare a cavalcare le tendenze portando a casa buone dosi di engagement.
  7. Dialoga. Le interazioni sono alla base del successo di tutti i profili. Più che postare cerca di commentare, dialogare, menzionare, condividere e taggare contenuti con persone che possono strutturare il tuo nodo sociale e renderlo un hub nevralgico dei temi più attinenti.
  8. Resta aggiornato. Conviene ricordare che il social media management è l’espressione più lampante del progresso tecnologico nel settore della comunicazione, ciò significa che subisce un processo di continuo mutamento ed evoluzione. Le novità sono sempre dietro l’angolo ed esistono community ufficiali che ti permettono di stare sempre al passo con tutte le novità che i social lanciano. Per Instagram ad esempio i più accreditati sono loro 
  9. Studia l’algoritmo del social su cui stai lavorando. I social si stanno omologando nella loro struttura algoritmica ma è fondamentale capire come ragionano. Il funzionamento è riportato all’interno degli stessi social network sites o indicati dai profili dei titolari, fondatori, del social. Per esempio la bacheca di Mark Zuckerberg è una fonte continua di novità ed informazioni sul funzionamento di Facebook.
  10. Affidati ad esperti. A cucinare riescono tutti, ad avere successo in cucina in pochi. Usare i social nel migliore dei modi significa destinare tempo, risorse, capacità, talento e creatività oltre che ad una dose di conoscenze tecnico-informatiche. Non serve solo una buona cucina e dei buoni ingredienti (il che sarebbe già un’ottima base di partenza). Per avere successo serve talento, conoscere le tecniche, i tempi, fino all’impiattamento.

Hai cercato regole e segreti per un buon social media manager, hai trovato 10 profonde verità. Regole, tra cui “non credere ai segreti”. Ora tocca a te rispettare le regole e trovare la via del successo. Se ti serve una mano noi siamo a tua disposizione.

 

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Tourism Essentials. Ciò che non deve mancare alla vostra attività.

Tourism Essentials: che siate imprenditori turistici di vecchio corso o novelli affittacamere, ci sono cose che è meglio sapere per gestire bene la vostra attività nel settore turistico.

Il tourism essentials rappresenta il kit di attività, servizi, prodotti, che un operatore nel settore turistico deve avere. Partiamo da un  presupposto: nel mercato turistico la leva principale è il luogo, ovvero il prodotto. Avere un ristorante nel centro storico di una cittadina di mare o un b&b nella periferia di una città industriale non è differenza da poco. Così come non è da trascurare il posizionamento che questa destinazione ha. Per intenderci meglio, l’esempio più lampante è quello della riviera romagnola, passata da meta del divertimento estivo a destinazione business, congressual, incentive e leisure. Tenendo a mente questi primi concetti possiamo entrare nello specifico.

Ecco la valigetta Tourism Essentials, ciò che un buon imprenditore nel turismo non deve mai ignorare.

  1. Analizzare la tipologia di turismo che interessa la propria località. Partendo da questo sarà più facile attuare una strategia di differenziazione, o di specializzazione dei prodotti e servizi offerti, o addirittura praticare, indipendentemente dalle infrastrutture pubbliche, una campagna di destagionalizzazione con offerte mirate.
  2. Essere presenti online. E’ indubbio che il turismo sia uno dei settori maggiormente stravolti dall’ultimo decennio di novità tecnologie. Online si consultano mappe, recensioni, consigli. Si prenota e si paga. Insomma un buon sito internet, con area booking ed e-commerce e una buona gestione dei social media, non sono più un plus ma un obbligo.
  3. Servizi. E’ il vero punto di svolta. Il turismo si basa sull’esperienza e su una galassia di elementi intangibili. Ricordatevi che non state affittando una camera ma offrendo uno spazio dedicato alla persona. Non state servendo un piatto, ma un ricordo fatto di sapori, odori, colori e profumi. Insomma, dietro ad ogni prodotto ricordatevi di dare il servizio, è ciò che rimarrà impresso nella mente del turista perché ne arricchirà l’esperienza.
  4. Accessibilità. Intesa come disponibilità ad accedere a spazi, luoghi, servizi, accessori. L’accessibilità conferisce l’abbattimento fisico e mentale delle barriere, ed è ciò che un turista si augura sempre. Fate in modo che l’accesso a ciò che il turista cerca sia sempre agevolato. Reperire la password del wifi, ad esempio, deve essere un processo immediato, come immediato deve essere l’accesso alla struttura e ai suoi ambienti.
  5. Disponibilità. Vale sempre la regola, “non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te”. Ma nel turismo bisogna lanciarsi oltre: sii disponibile a fare ciò che vorresti gli altri facessero per te. Se hai a che fare con una lingua differente e non sei poliglotta (ci si augura che almeno l’inglese tu lo sappia) sii pronto ad ascoltare, provare a tradurre, cercare delle soluzioni. Allo stesso modo con chi ha dubbi, curiosità, necessità, in questo caso non vige “domandare è lecito, rispondere è cortesia” ma ” domandare è giusto, rispondere è necessario”.
  6. Tipicità. Musica di sottofondo gradevole, magari tipica del luogo, oppure coerente con l’ambiente. Elementi d’arredo che richiamino la manifattura locale, l’artigianato del posto. Sono tutti elementi che contraddistinguono un globale e poco incisivo stile Ikea da un ben più marcato ed identificativo stile local.
  7. Fedeltà. Ricordati che il momento migliore per avere un cliente è quello in cui lo puoi fare tornare. Si chiama fedeltà ed è preziosa. Nel momento in cui ci sta per lasciare puoi rilasciare un coupon, un bigliettino da visita, un codice, con il quale il ritorno è gradito (magari in bassa stagione) con uno sconto dedicato.
  8. Occhio di riguardo. Se un ospite permane più di 1 notte, o cena più di una volta, ricorda nome, ordinazioni e gusti, in modo tale da sorprenderlo al suo ritorno. Sarà entusiasta del sapere che lui e i suoi gusti non sono anonimi.
  9. Passaparola. Promuovi iniziative che possano veicolare un passa parola social. Un contest fotografico su Instagram, piuttosto che offerte attivabili dalla pagina Facebook.
  10. Ascolta, osserva, impara. Il web è il miglior strumento per ascoltare ancor prima che per comunicare. Sfrutta questa opportunità per leggere recensioni, dettagli, informazioni che circolano sulla tua attività. Potrai trovare spunti interessanti, riempire lacune, e rafforzare i punti di forza.

Infine ma non ultimo, ricordati nel tuo Tourism Essentials di metterci sempre del buon senso: rapporta il prezzo alla qualità del prodotto, alzalo solo nella misura in cui offri un servizio o un elemento di unicità. Attua politiche di promozione ma attento a non cannibalizzare il prodotto, l’eccesso di promozioni indurrà ad una domanda che attende il prezzo più basso e ne sarai vittima. Tieni a mente una cosa, nel turismo non esiste un cliente ma un ospite, e se non hai ben chiara la differenza forse quanto detto fino ad ora non ti servirà a nulla.

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