Archivio mensile maggio 2017

SEM: Search Engine Marketing

Search Engine Marketing : ovvero le attività per monetizzare gli sforzi sul tuo sito internet.

Spesso confuso con il SEA (Search Engine Advertising) il SEM ( Search Engine Marketing ) è quell’insieme di attività organiche e a pagamento che si attuano per rendere più visibile il proprio sito ad un target di riferimento e con l’obbiettivo di convertirne la visibilità in un’azione determinata.

Il Search Engine Marketing si compone dunque di tutte quelle attività che ottimizzano le risorse di un sito, lo rendono visibile e noto alla SERP di Google, fornendo risultati di ricerca che favoriscono delle conversioni.

Ma andiamo per gradi il Search Engine Marketing si articola in due rami di attività:

  1. SEO
  2. SEA

Il primo, cioè il SEARCH ENGINE OPTIMIZATION, rappresenta la parte organica del lavoro. Si agisce sul linguaggio e i suoi eventuali contrasti, su dimensioni e risoluzioni, velocità, reattività e sicurezza del sito e del suo server. Inoltre un buon SEO necessità di una dinamica multi device, ovvero deve rispondere al cosiddetto orientamento “responsive”. Insomma il SEO è un lavoro da far svolgere ad un SEO specialst e si tratta di sviluppo ed implementazione del sito. Non dimenticare mai l’importanza del content management e del linking.

scopri di più sul SEO qui

Il secondi, cioè il SEARCH ENGINE ADVERTISING, riguarda l’acquisto di una o più parole chiave, che permettono la visibilità dei propri contenuti in base alla pianificazione di risorse, tempo e localizzazione. Si tratta di fatto del sistema Google AdWords per quanto riguarda la pubblicità sul principale motore di ricerca. Le parole chiave a pagamento vengono messe in evidenza tra i primi risultati che produce una ricerca attinente su Google. Saranno contrassegnate da una linguetta gialla che indica Ann. (annuncio). La pianificazione di tali campagne può prevedere azioni mirate di re-marketing o di conversioni all’obbiettivo.

Come si struttura una campagna vincente di SEM?

  1. Analisi cliente – quali gli obbiettivi, il settore ed il mercato di riferimento, i competitor e le risorse.
  2. Strategia – parole chiave, target, timing, budget, call to action
  3. SEO e/o SEA

1- Interpretare al meglio lo scenario in cui l’attività si muove significa anche scegliere gli strumenti migliori, con le risorse disponibili. Spesso si suppone che il web sia la soluzione a tutto, dimenticandosi che il web è una galassia composta da tanti mondi, e che comunque tutto deve tornare al mondo reale, quello fatto di numeri, persone e fatturato. Considerare al meglio il mercato, il posizionamento e tutti i fattori tipici di un’analisi accurata di marketing è il migliore (e unico) modo per procedere nella giusta direzione.

2- In virtù dell’analisi preliminare si procede con la fase strategica in cui, avendo individuato risorse, parole chiave inerenti, target, budget e durata temporale, si indicano quali azioni/conversioni provare ad ottenere da un utenza circoscritta per interesse e geolocalizzazione.

3- E’ il momento di agire. Con il SEO renderai più visibile il tuo sito, con il SEA otterrai maggiore traffico sul sito. Per il primo ti conviene creare una linea guida da seguire fedelmente nel tempo. Per il secondo consiglio vivamente di intraprendere questa attività solo per scopi commerciali ; esempio per un canale di booking online, o di una pagina di atterraggio dove ospiti banner pubblicitari, o un sito e-commerce. Spesso nelle attività di SEA si possono riscontrare infedeltà statistiche. Solo i numeri, quelli reali di clienti e fatturato, ti potranno dare conforto, ecco perché ti consiglio di associare le campagne AdWords a delle azioni misurabili.

Se vuoi approfondire su SEM , SEO e SEA siamo a tua disposizione.

 

ti è piaciuto? condividilo su

SEO : search engine optimization

SEO ovvero il Search Engine Optimization che permette ai contenuti del tuo sito di essere più facilmente reperibili.

Le attività di Search Engine Optimization, cioè “La SEO” o “il SEO” che dir si voglia è un insieme di operazioni necessarie per chiunque abbia in mente di aumentare la reperibilità dei propri contenuti, del proprio sito, nella SERP di Google (Search Engine Results Page) ovvero pagina dei risultati del motore di ricerca.

Il Search Engine Optimization si compone e sviluppa nelle seguenti operazioni fondamentali:

  • Identificazione di parole chiave strategiche e funzionali agli obbiettivi che si intendono perseguire.
  • Sviluppo di un content management coerente
  • Ottimizzazione di articoli, pagine, foto e altri supporti e relativa registrazione delle parole chiave
  • Sviluppo di una sitemap lineare

Un sito, per essere ottimizzato, necessita di una gestione oculata e complessiva, al fine di rispondere all’algoritmo dinamico di Google.

In altri termini bisogna assecondare dei requisiti fondamentali richiesti dai motori di ricerca. Nella fattispecie Google premia i siti:

  1. Aggiornati
  2. Con contenuti originali ed autentici
  3. Temi full responsive
  4. Sicuri
  5. Reattivi

Altri fattori per realizzare una buona Search Engine Optimization riguardano la risoluzione ed il peso dei documenti presenti nel sito, la riduzione dei contrasti di linguaggio e i tempi di risposta del server.

In realtà tanti altri sono i fattori che possono rendere vincente l’attività del Search Engine Optimization ma ci soffermiamo su quelli appena indicati, perché priorità.

Va specificato che il SEO richiede l’insieme di tutte queste caratteristiche e che davanti ad un sito lento, non responsive, poco aggiornato e poco sicuro si può fare davvero ben poco.

Il SEO a differenza del SEA (Search Engine Advertising) prevede il miglioramento della rilevanza e della reperibilità dei contenuti del proprio sito nella SERP di Google, mentre il SEA privilegia la visibilità a pagamento per facilitarne l’interazione e la conversione ad obbiettivi.

Un buon SEO è per sempre, ma va mantenuto nel tempo. Un buon SEA dura il tempo di una campagna.

Se volete approfondire nella nostra pagina servizi troverete ciò che vi può servire

Cerchi un CONSULENTE SEO ?

CONTATTACI

ti è piaciuto? condividilo su

Cyberbullismo una legge come punto di partenza.

Il Cyberbullismo : una piaga social-e-.

Con il termine cyberbullismo si indicano tutte la azioni moleste, aggressive e prevaricanti che si possono attuare per via telematica. Prima con sms, poi con i social. Il cyberbullismo ha visto crescere a dismisura i dati delle vittime e spesso qualcuno, troppi, ci hanno rimesso le penne. Per la vergogna, per l’imbarazzo, per un senso di vuoto incolmabile che un’offesa, tracciata in un’incancellabile percorso del web, provoca alle vittime.

Da tempo nella rubrica PSICOSOCIAL cerco di dare informazioni, suggerimenti e diffondere notizie che possono rendere il web un posto più sicuro, o almeno meno pericoloso. Precauzioni, consigli che dai social alla navigazione sul web possono farti evitare truffe, metterti in guardia da pericoli, e farti prendere coscienza degli derive che alcuni atteggiamenti possono nascondere in termini psicologici.

Da oggi c’è una legge che permette oltre all’identificazione del reato, e quindi le relative responsabilità e sanzioni da appllicare, l’identificazione di processi a supporto delle vittime. Anche i minorenni potranno richiedere la rimozione di contenuti lesivi o dannosi. Nelle scuole ci sarà un incaricato referente a supportare le vittime. Inoltre la legge prevede attività di sostegno, formazione e rieducazione. In termini tecnici ancora molto lontani dalla tutela dei minori e di repressione delle azioni di cyberbullismo, ma da qualche parte bisognava pur iniziare. Quanto meno da oggi nel nostro ordinamento rientra il concetto di cyber bullo.

ti è piaciuto? condividilo su

Bamboccioni: vi sentite offesi?

Bamboccioni prima, choosy poi, così sono stati definiti gli under 35 tempo fa. Oggi i dati sconfortanti dell’ISTAT.

“Bamboccioni” si diceva, cercando di indicare i giovani italiani che per una ragione o per un’altra, conducevano una vita ancorata all’adolescenza. Poco coraggiosi in alcuni casi, sfortunati in altri. Sempre meno laureati, sempre più disoccupati. Anche chi in realtà può costruire qualcosa sembra preferire la prudenza, in alcuni casi, in altri vince la paura di crescere. Ne conseguono i dati scandalosi sulla natalità e l’invecchiamento della popolazione. Gli under 35 vengono indicati come “giovani”, quando un trentenne a ben augurarsi è già oltre 1/3 della sua vita. Se non sono autonomi ed emancipati sono bamboccioni, se sono professionisti ed autonomi hanno tanto da imparare. Insomma i ragazzi nati dagli anni ’80 in poi come la fanno la sbagliano. Emigrano per trovare fortuna, dicono che a Londra, Parigi, Barcellona c’è lavoro, ma finiscono col fare i lavapiatti o i camerieri, lavori che anche qui troverebbero.

La verità è che raccolgono una pesante eredità, quella di chi non ha saputo per tempo leggere un cambiamento epocale. Un macigno da parte di chi non ha saputo governare l’evoluzione della digitalizzazione e della globalizzazione. Posti di lavoro erosi dalla capacità produttiva delle macchine. Proprietà intellettuali soppiantate da intelligenze artificiali. Ricchezze accumulate e mai distribuite, aumento delle ore di lavoro per pochi, aumento di disoccupazione per altri.

Ecco il limbo in cui sono bloccati gli under 35, ed ecco il dato che per obbligo o per scelta sembra confermare la tesi: i giovani italiani sono dei bamboccioni.

7 su 10 under 35 vivono a casa con i propri genitori.

E’ difficile da dire, ed è ancora più doloroso da accettare, ma molti, troppi ragazzi italiani sono dei bamboccioni. Senza generalizzare, certo, e senza voler dire che la colpa è dei giovani, anzi. Molti problemi giungono come una pesante eredità, un debito che i ragazzi italiani si sono sobbarcati senza volerlo.

A ben vedere se il 70% dei giovani vive a casa con i propri genitori, c’è una spiegazione. Oltre a quella economica e sociale, ce n’è una culturale e si può notare dai consumi. Il paniere è cambiato ed i consumi dei giovani sono di seguito elencati in 4 categorie principali:

  1. Hi-tech
  2. Sport, wellness e spesa per il corpo (compreso tatoo)
  3. Abbigliamento e accessori

Insomma tecnologici, fisicati, tatuati e con un gran bell’armadio, ma a casa con mamma e papà.

 

 

ti è piaciuto? condividilo su