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Hashtag cos’è e come si usa

Hashtag cos’è e come si usa: vi siete mai chiesti perchè riempiamo di # i nostri post?

Hashtag cos’è e come si usa: guida breve per capirne qualcosa in più. I nostri post, la nostra quotidianità, è stravolta dalla presenza di un simbolo pervasivo, il famoso cancelletto . ” Quanto siamo #belle #noi al #mare a #prendere il #sole ! #Estate2016cisiamo “. Vi saranno capitati post del genere, bene, non servono a nulla.

Grazie a questo simbolo -#-  si può trasformare qualsiasi parola in hashtag . In poche parole, un hashtag è una tag, cioè un’etichetta, che serve a categorizzare un argomento. Nato con Twitter, l’hashtag è stato uno strumento algoritmico apprezzato e replicato su gran parte dei social più diffusi: Google+ , Facebook e Instagram.

Approfondiamo: Hashtag cos’è e come si usa .

  •  Su Twitter ogni hashtag è visibile a chiunque, non solo ai follower. Quindi attenzione all’utilizzo che ne fate, lhashtag cos'è e come si usa‘hashtag rimarrà per sempre.
  • I 140 caratteri di Twitter impongono la massima sintesi, ecco perchè l’utilizzo di hashtag è necessario, ma non esagerate.
  • Su Facebook gli hashtag non saranno visibili se non tramite post pubblici. Basta controllare nella privacy se avete l’impostazione “solo amici” o “privato”, gli hashtag rimarranno in questa cerchia.
  • Facebook ha introdotto nel 2013 il per creare l’area topic ma soprattutto per rafforzare l’integrazione di altri social. Infatti se pubblichiamo una foto su Instagram , o un tweet con account collegato a Facebook, avremo sul social di Zuckerberg la possibilità di cliccare sugli hashtag provenienti da altri social.
  • Su Facebook l’utilizzo di più hashtag influisce negativamente sulla qualità del post. Il sito http://www.socialbakers.com/ ha analizzato un campione di post con o senza hashtag ed il risultato sembra avvantaggiare chi ne usa pochi o nessuno.

Scrivendo un post “hashtag cos’è e come si usa” , mi preoccuperò di diffonderlo sui social. Allora vediamo insieme come usare un # nel migliore dei modi.

Su Pagina Facebook 

” #socialmedia : Vi siete mai chiesti perchè usiamo gli hashtag e a cosa servono ? E ancora, è giusto usarli su Facebook ? (link) ” CORRETTO !

” Vi siete mai chiesti perchè usiamo gli #hashtag e a cosa servono ? E ancora, è giusto usarli su #Facebook ? #web #socialmedia #digitalmarketing (link) “ERRATO!

Su Twitter

” #socialmedia #marketing cosa sono e come si usano al meglio gli #hashtag (link) ” CORRETTO!

” #socialmedia #marketing #cosa #sono e #come si #usano gli #hashtag (link) ” ERRATO

Su Instagram 

Il discorso qui è ben diverso. Gli hashtag servono tantissimo, i link non sono inseribili nei post ( a meno che non si stia pubblicando un post sponsorizzato ) ed infine il livello di engagement della foto è ben superiore alla forma scritta, quindi meglio impegnarsi sullo scatto 😉

Per concludere il tema Hashtag cos’è e come si usa , è importante ricordare che:

  1. Lo spazio conclude un # , quindi se si vuole dare continuità a più parole meglio usare l’alternarsi di maiuscole ad inizio parola. Ad esempio, in questo momento #diamolavoroalleambizioni è un trend topic, grazie alle inserzioni a pagamento. Sarebbe stato più leggibile un #DiamoLavoroAlleAmbizioni
  2. Non può essere utilizzata alcuna punteggiatura.
  3. Più è specifico un # più successo avrà il tuo post.

In ultimo. Se avete collegato i vostri social, in virtù dei 140 caratteri di Twitter, se avete hashtag rilevanti da inserire, metteteli all’inizio del post. Vi consiglio infine di non andare oltre i 3 hashtag per post. 😉

 

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Come evitare truffe sul web

Come evitare truffe sul web ? Ecco un breve prontuario per non rischiare.

Sul come evitare truffe sul web si possono rintracciare una marea di articoli, post ed avvisi. Dopo l’ennesima mail ricevuta, ho deciso di condividere quelle che sono le accortezze che utilizzo e che probabilmente, se tutti conoscessero,limiterebbero il propagarsi di questi tentativi.
Le truffe online, o meglio i tentativi di truffe, sono all’ordine del giorno. Evitarle a volte è più semplice di quanto può apparire. Aprireste mai la porta a chi vi dice “posta!” ma non indossa (almeno) la divisa da postino ? Bene, la stessa cosa accade sul web. Chi vi manda una mail si deve presentare a voi con delle caratteristiche, così come quando effettuate un acquisto online, il sito dovrà rispondere ad ulteriori requisiti.

Ecco alcuni semplici suggerimenti sul come evitare truffe sul web.

Nel caso di una mail:

  • Se la mail si trova nella casella “spam” significa che è stata inoltrata a più utenti, pertanto sappiate che nessun ufficio (posta, equitalia, agenzia delle entrate) vi manderebbe mai un documento personale se non singolarmente. Se è in spam, l’80% dei casi è un tentativo di truffa.
  • Verificate l’indirizzo del mittente. Se appare solo il nome (per esempio- da: Servizio clienti ) sarà sufficiente cliccare sul nome del mittente per vedere l’account di posta. In questo caso “servizio_clienti@poste.it” . Copiate ed incollate questa mail nella ricerca di Google e vedrete che i risultati parlano chiaro. come evitare truffe sul web
  • Prima di aprire i link presenti nella mail, oppure di compilare dei campi presenti in essa, utilizzate i servizi di customer service del mittente (o presunto tale). In questo caso, sarà sufficiente mettersi in contatto con il SERVIZIO ASSISTENZA DI POSTE ITALIANE

Nel caso di un acquisto online:

  • Molti siti sono già conosciuti e sicuri, Amazon, Ebay, Booking. Affidatevi a quelli già conosciuti ma sempre con le dovute precauzioni. Meglio servirsi di un metodo di pagamento sicuro come Paypal, oppure utilizzate carte prepagate con piccole somme presenti sul conto. In alternativa garantitevi l’assicurazione della banca sul vostro conto, in caso di frode verranno restituite le somme sottratte illecitamente.
  • Appurate che sul vostro conto non appaiano altri pagamenti che non avete mai effettuato, dovessero comparire, contattate la banca e comunicate la necessità di interrompere le transazioni o di chiudere temporaneamente il conto.
  • Nella barra del dominio (dove appare il nome del sito) controllate che ci sia il simbolo di un lucchetto oppure l’indicazione https , questo vi darà maggiori garanzie in termini di riservatezza dei dati e di sicurezza sulla transazione.

Per rimanere aggiornati sulle truffe online potete dare uno sguardo alla pagina Facebook dell’agente LISA.

Consigliate questi piccoli suggerimenti su come evitare truffe sul web soprattutto a chi non ha molta esperienza on line eviteremo di darla vinta ai truffatori.

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Come gestire una pagina Facebook -social media manager-

Come gestire una pagina Facebook ? Ecco il punto di vista di un social media manager.

Come gestire una pagina Facebook, cosa è una pagina e cosa la distingue dalle altre forme di presenza sul più diffuso social network site del mondo? Proviamo a rispondere in maniera completa e professionale.

Facebook è il social media più utilizzato in Italia, conta circa due miliardi di utenti al mondo. Spesso pubblici, come privati, utilizzano questo strumento per promuovere un’attività, un’impresa, associazioni, industrie, scuole di formazione e tanto altro.

Facebook può essere inteso come il più grande motore di ricerca per persone al mondo, il proliferare di account personali è strettamente collegato all’iscrizione di persone fisiche, eccezion fatta per profili fake. Le altre modalità di utilizzo sono la Pagina ed il Gruppo. Non sono pochi i casi in cui il profilo personale viene utilizzato per promuovere la presenza on line di aziende, questo rappresenta il primo grande errore strategico per un buon social media management, vediamo insieme il perché.

PROFILO: la più comune forma di presenza su Facebook, la sua gestione deve essere certosina e bisogna avere grande attenzione alle clausole di privacy per non incorrere in spiacevoli sorprese. Una volta pubblicato un contenuto in rete, bisogna tenere a mente la possibilità di perderne il controllo. La relazione di amicizia deve essere simmetrica, cioè; chi vuole essere tuo amico non può esserlo se tu non lo accetti come tale. Il limite massimo di amicizie è fissato a 5.000.  E’ consigliata una gestione diretta del profilo, cioè del titolare del nome e cognome registrato. Questa presenza è consigliata per una gestione personale, i messaggi possono essere inviati a massimo 20 persone alla volta, non sono previsti “aggiornamenti di massa”, non si hanno a disposizione gli “insight” (cioè le statistiche) e l’indicizzazione dei contenuti.

GRUPPO: utile se non si punta ad una condivisione delle attività ma ad un confronto strutturato su un argomento specifico. Il gruppo può essere gestito direttamente, da uno staff o dai partecipanti al gruppo. Non ci sono limiti alle connessioni ed i messaggi di massa sono applicabili per gruppi di massimo 5000 partecipanti. I contenuti sono indicizzati ma non si ha a disposizione alcuna applicazione esterna, le statistiche, ne collegamenti con twitter, RSS, Instagram ecc.

Ed ora veniamo al tema di questo post, analizzando cosa è e poi come gestire una pagina facebook.

PAGINA: ottimo strumento per promuovere o supportare una causa, un ideale, un’azienda o un personaggio pubblico. Al posto dell’amicizia c’è un più formale “mi piace”. Le pagine tendenzialmente possono essere di due tipi: Sociali ed Ufficiali . Le prime sono dedicate a cause e/o ideali, le seconde sono dedicate a personaggi pubblici o aziende. La pagina permette la gestione da parte diretta o dello staff, in un ambito pubblico e non più personale. Non vi è alcun limite alla fan base (follower-mi piace). Aggiornamenti di massa, contenuti indicizzati, collegamento ai social sono gli elementi forti della pagina. La pagina è dunque lo strumento migliore di Facebook per promuovere un personaggio pubblico o un’attività. Tale strumento ha tale predisposizione anche per lo studio a monte: possono essere promossi post, pubblicizzata la pagina, allargata la fan base con campagne ad hoc, collegato un sito sul quale investire per le conversioni a quest’ultimo e incentivata la call to action. Ora approfondiamo sul come gestire una pagina facebook .

Il social media management di questo strumento può essere diviso in due gestioni: organica e a pagamento. La prima dipende dalle ordinarie attività di posting e aggiornamento, la seconda dagli investimenti diretti su Facebook business (advertising).  Il tutto può essere monitorato dalla funzione “insight” o meglio le statistiche che monitorano la fan base, la copertura, visite e conversioni, persone e post.

Vediamo adesso come gestire una pagina Facebook al meglio.

Attività organiche.

  • Profilare l’intera pagina, non mancando di inserire tutte le informazioni richieste. Indirizzo, nome, contatti, specifiche dei servizi/prodotti offerti, collegamento ad altri strumenti di comunicazione on line e tutte le impostazioni che la pagina richiede.
  • Invito al “mi piace”. La fan base è la base su cui i contenuti possono distribuirsi ed eventualmente, grazie alla condivisione diventare virali.
  • Aggiornamento continuo, almeno 5 volte a settimana.
  • Posting e cura del testo. Video e foto hanno un alto livello di engagement, il testo deve richiamare tali contenuti. Se solo testo considera tre aspetti: originalità, emotività, informazioni salienti (specialmente nel caso di comunicato stampa). Domande, sondaggi, eventi, giochi ed enigmi possono aiutare a sviluppare partecipazione e condivisione sulla pagina.
  • Integrazione a più social. Ricordarsi il collegamento ad account Twitter e Instagram. Anche se Google + non può essere collegato direttamente è vivamente consigliato il copia e incolla del post sulla pagina di Plus.
  • Piano redazionale, piano con il quale si decide il frame nel quale muoversi, lo spirito e lo stile, la cura dei dettagli più ricercati dal proprio target.
  • Quando pubblicare ? Due strategie fondamentali: una durante le ore di punta, dal lunedì al venerdì dalle 19:00 in poi, ed il sabato e domenica pomeriggio. L’altra evitare l’orario di punta proprio per non concorrere al marasma presente in quelle ore, quindi mattina tarda e primo pomeriggio. In tutti i casi è consigliato visualizzare gli insight per capire l’atteggiamento del proprio target.

Attività a pagamento.

Prima di tutto è importante creare l’account pubblicitario nella sezione “inserzioni”. Creando un account verranno richieste le specifiche di fatturazione, se si è un privato o una società e la costruzione del target presso cui promuovere i vari interventi. Consiglio vivamente di salvare il tutto sotto il “nome campagna”.come gestire una pagina facebook

  • metti in evidenza i tuoi post. La funzione è la più diffusa, il tuo post verrà, con un minimo di 1 euro al giorno, fatto visualizzare sul wall dei device che si è deciso di “aggredire” tramite targettizzazione.
  • promuovi la pagina. Fondamentale per una pagina in fase iniziale. L’allargamento della fan base può essere il primo passaggio strutturale da tenere in considerazione. Una volta avuta una fan base ampia tutto sarà più facile, o difficile, in base ai temi trattati e al tipo di esposizione pubblica (professionale vs amatoriale)
  • indirizza le persone al tuo sito web. Azione obbligata per chi ha un e-commerce o trae benefici diretti dal click sul proprio portale/sito/blog.
  • incrementa conversioni sul tuo sito web. Quando si ha una landing page su cui fare leva, per una call to action da monitorare, questa funzione è quella che fa per voi.
  • ottieni installazioni- incrementa l’interazione con la tua applicazione. Solo nel caso in cui si possiede una applicazione, aiuta a diffonderla e ad aumentarne l’utilizzo.
  • raggiungi le persone vicine alla tua azienda. Strumento di fortemente radicato sul territorio, perfetto per negozi, scuole private, ed enti che vogliono promuoversi sul territorio in cui operano.
  • incrementa la partecipazione al tuo evento. Forte sostegno per l’organizzazione agli eventi.
  • fai in modo che le persone richiedano la tua offerta. Stai organizzando una campagna basata sulla promozione di un prodotto/servizio ? Attua una campagna sulla call to action e investi su coupon sconto per aumentare le vendite, questa è la funzione più appropriata.
  • ottieni visualizzazioni del video. Se hai organizzato una campagna video, la vuoi rendere virale e credi che le riprese, il customer insight (nel caso di spot), i personaggi coinvolti, possano rappresentare un valore aggiunto, allora questa è una buona opportunità.
  • raccogli contatti per la tua azienda. Ultima funzione in casa Facebook e la più aggressiva. Prendendo spunto dalle campagne di mail marketing, questa funzione ti permette di filtrare sulla rete tutti i profili che possono essere interessati alla tua attività in base alle impostazioni inserite e alle ricerche fatte.

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Reactions su Facebook, ecco le novità del 2016.

Reactions su Facebook ecco come il tasto like cambia e come usare le reactions.

Reactions su Facebook questa è la più grande novità del 2016 sul social network site più diffuso al mondo. Da tempo gli utenti di Facebook si domandavano il perchè non fosse possibile esprimere l’esatto opposto del famoso “like”. Mark Zuckerberg ha voluto strafare, a sorpresa non si aggiungerà il “non mi piace”, piuttosto sarà possibile reactions facebookesprimere un completo distacco con Angry oppure palesare la propria tristezza con Sad. Il like potrà essere qualcosa di più intenso, potrai esprimere il tuo amore per un post, un video, una fotografia, grazie al tasto Love , potrai palesare il tuo stupore con Wow wow oppure sprizzare ottimismo ed energia con Yay.  Infine potrai commentare e apprezzare con ilarità un post che ti fa ridere o sorridere con Haha.

Queste reactions su Facebook rappresentano una grande novità, la scelta di inserire queste opzioni risale ad una ricerca sui commenti più frequenti che utilizzavano le emoticons. Queste sei sono quelle più utilizzate dalle nostre tastiere e che oggi si troveranno direttamente nella schermata di ogni post. Non le trovate? Semplice, dal PC basta posizionare il cursore del mouse sopra il simbolo “mi piace”, senza cliccarci sopra, compariranno i nostri nuovi amici. Da mobile (tablet e smartphone) sarà sufficiente tenere premuto il tasto “mi piace” e apparirà la barra completa delle reactions.

Scelta strategica saggia quella di inserire le reactions su Facebook, dettata dal fatto che sempre più sintetica, immediata e mobile, la comunicazione sui social prevede un engagement che passi dalla velocità e dall’immediatezza di condivisione, commenti ecc. Le reactions su Facebook varranno come un commento, ed oggi nel tempo del mobile, dello smartphone in metro, in auto (ahi noi), in bici, a lavoro, a scuola, avere un faccino è più facile che scrivere il proprio parere.

Facebook cavalca e detta le condizioni della comunicazione social nella società, sempre più amante della sintesi a discapito dell’analisi. E voi, utilizzerete gli stati d’animo di una “reactions su Facebook” o preferirete commentare-ignorare-condividere ? Intanto io ne uso una.reactions su Facebook

 

 

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Come costruire un sito o un blog ? Cinque punti da non trascurare

Come costruire un sito o un blog ormai è una prassi consolidata per avere una presenza online, cosa bisogna tenere a mente prima di iniziare ?

Come costruire un sito ? Vediamo alcuni passaggi che vanno sempre tenuti in considerazione.

Ogni giorno nel mondo una persona si sveglia e considera di costruire un sito . Che sia moda, narcisismo, necessità, business o altro, ogni giorno nel mondo nascono centinaia di siti internet e di blog. Molto spesso lo si fa senza valutare alcune passaggi che ritengo necessari e che vi propongo in 5 punti.come costruire un sito

1- OBBIETTIVI. Chiedersi quali siano gli obbiettivi della mia presenza online è il momento più importante prima di intraprendere un percorso nel web.

2- SITO, BLOG O ENTRAMBI ? Bisogna tenere bene in mente la differenza tra un sito ed un blog. Il primo è certamente valido per avere una vetrina, uno spazio shop o affermare un’identità aziendale. Più istituzionale del blog, il sito ha una struttura statica, differentemente il blog nasce da una concezione più dinamica del web, dove lo spazio si presta ad essere più informale e l’obbiettivo principale è quello di comunicare idee e coinvolgere l’utente intorno a queste. La scelta di avere entrambi gli strumenti può essere la più valida ma solo nel caso in cui si abbiano le idee chiare, le risorse necessarie (tempo e conoscenza degli strumenti in primis)

3- CONTENUTI. Fondamentale per avere una buona presenza online. Testi, foto, video originali, di qualità ma soprattutto originali. Data l’importanza dei contenuti nel web , nasce una didattica specializzata definita content management o in alcuni casi, a mio parere più azzardato, content marketing.

4- ALGORITMO. Bisogna tenere in conto il fattore più importante: gli algoritmi. L’algoritmo è la logica con la quale motori di ricerca e social network ti permettono di essere visibile e raggiungibile in rete, tenendoti lontano dal deep web.

5- SOCIAL. E’ ovvio che il concetto sia molto diffuso ed ormai iper inflazionato, entrare nel web, con una presenza, di qualsiasi tipo e con qualsiasi strumento, ci impone un’ottica social. Una volta avuto accesso al web tutto ciò che facciamo si apre al mondo, ciò che comunichiamo (anche ciò che non comunichiamo) farà parte di un grafo sociale (struttura portante del concetto di social network) e ci metterà in relazione con un mondo che non possiamo credere di gestire e di governare nella sua completezza. Il consiglio prima di entrare nel web, nella rete ancor più che nella vita di tutti i giorni è : i panni sporchi lavateli in casa.

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SEO cosa è e come si fa. Informazioni utili per fare chiarezza

SEO cosa è e come si fa: alcuni pratici consigli per ottimizzare le prestazioni del tuo sito.

Quando si parla di siti non si può non parlare di SEO cosa è e come si fa ? Creare un sito è sempre più facile e sempre meno oneroso, ma fare un sito è una cosa, fare un buon sito è ben altro. Cadere nel deep internet, cioè nella rete sommersa o meglio in quella parte di internet che non emerge nei motori di ricerca è sempre più facile. Per evitare che ciò accada bisogna appoggiarsi a delle attività di sostegno del proprio sito. Gli strumenti e le attività migliori in tal senso sono: creazione di un blog, SEO, SEM, Social media management.

In questo post riassumiamo l’attività di SEO

COSA E’

Il SEO, acronimo di Search Engine Optimization, è l’insieme di accorgimenti tecnico-formali con cui si stimolano gli spider-robot di internet (e dei suoi motori di ricerca) a rintracciare i contenuti presenti nel sito.  Spiegandolo in termini più semplici: è l’attività con cui un sito può essere ottimizzato per poter essere rintracciato meglio durante la fase di ricerca. Spesso affiancato e a volte confuso con il SEM, il SEO risulta un’attività più laboriosa, metodica e lungimirante. A differenza del SEM, che consiste nell’acquisto delle parole chiave presso i motori di ricerca (nella fattispecie vera e propria pubblicità) , il SEO propone due caratteristiche fondamentali che lo distinguono dal SEM: gratuità (non certo di risorse professionali) e tempi più lunghi per ottenere risultati.

COME SI FA

Bisogna partire da una considerazione, il SEO non è uguale per tutti! Dipendentemente dal server che si usa, dal CMS che si utilizza, dai contenuti e dagli obbiettivi che si hanno, il SEO si può e deve adattare alle specifiche del caso. In grandi linee possiamo riassumere in 5 punti la modalità SEO generica con cui mediamente si ottengono buoni risultati su tutte le piattaforme utilizzate per sviluppare il proprio sito e/o blog.

1- Individuare una parola (al massimo una frase composta da non più di 5 parole) che si intende rendere concetto chiave con il quale la pagina in questione dovrebbe essere ricercata. E’ consigliabile fare prima una ricerca sulla densità di parole chiave in questione, più saranno i siti che inseriscono la nostra parola chiave prescelta, più sarà difficile posizionarsi. Ad esempio, per questo post, la parola chiave potrebbe essere SEO, ma quante persone hanno inserito nei loro siti la keyword “SEO”? Troppe, allora meglio giocare sull’inizio del titolo ” SEO cosa è e come si fa “.

2- Utilizzare le parola chiave in questo caso la frase ” SEO cosa è e come si fa ” nel titolo del post e in url . Fare attenzione alla disposizione della parola/frase. E’ fondamentale riportare anche in url lo stesso ordine intervallato dal trattino alto : SEO-COSA-E-E-COME-SI-FA . Nel mio caso il permalink si estende all’intero titolo “informazioni utili per fare chiarezza”. Per aumentare la specificità di ricerca quest’ultima parte può anche essere rimossa.

3- Riportare nel testo la parola/frase di ricerca scelta tra le 3 e le 5 volte ogni 500 parole scritte (non caratteri ma parole). Nello specifico è molto importante che sia in cima al titolo ed al primo paragrafo che andremo a scrivere.

4- Rinomina foto e video. Se inserisci file audio-foto-video, rinominali utilizzando la parola/frase chiave scelta. In questo caso, volessi aggiungere una foto non potrei che rinominare un file che potrebbe essere nominato 140116_jpg . Salva il file e rinominalo, in questo caso SEO cosa è e come si fa .

5- Ora completa il lavoro inserendo la metadescription , cioè i 160 caratteri che descrivono la pagina.

seo cosa è e come si fa

Nel caso in foto la parola chiave è “campagna elettorale” nel marasma delle ricerche ho preferito variare sull’intero titolo: Campagna elettorale, come costruirla e da dove partire. Si intenda, come premesso in questo post, il SEO si può e deve applicare in base al tipo di strumento che si va ad utilizzare. In questo caso uso uno dei più famosi CMS, wordpress. Spesso è consigliabile scaricare delle plug in che ti permettono di monitorare l’effettivo rispetto delle regole di ottimizzazione, questo accade con quasi tutti i CMS. Per altre piattaforme, le regole sopra indicate nei 5 punti restano valide ma potrebbero essere modificate in base alle richieste dello strumento utilizzato.

Se ne hai voglia segui tutti gli aggiornamenti sulla pagina FB di Alberto Siculella marketing e comunicazione e buon SEO a tutti.

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