Archivio delle categorie Web e social media management

Come evitare truffe sul web

Come evitare truffe sul web ? Ecco un breve prontuario per non rischiare.

Sul come evitare truffe sul web si possono rintracciare una marea di articoli, post ed avvisi. Dopo l’ennesima mail ricevuta, ho deciso di condividere quelle che sono le accortezze che utilizzo e che probabilmente, se tutti conoscessero,limiterebbero il propagarsi di questi tentativi.
Le truffe online, o meglio i tentativi di truffe, sono all’ordine del giorno. Evitarle a volte è più semplice di quanto può apparire. Aprireste mai la porta a chi vi dice “posta!” ma non indossa (almeno) la divisa da postino ? Bene, la stessa cosa accade sul web. Chi vi manda una mail si deve presentare a voi con delle caratteristiche, così come quando effettuate un acquisto online, il sito dovrà rispondere ad ulteriori requisiti.

Ecco alcuni semplici suggerimenti sul come evitare truffe sul web.

Nel caso di una mail:

  • Se la mail si trova nella casella “spam” significa che è stata inoltrata a più utenti, pertanto sappiate che nessun ufficio (posta, equitalia, agenzia delle entrate) vi manderebbe mai un documento personale se non singolarmente. Se è in spam, l’80% dei casi è un tentativo di truffa.
  • Verificate l’indirizzo del mittente. Se appare solo il nome (per esempio- da: Servizio clienti ) sarà sufficiente cliccare sul nome del mittente per vedere l’account di posta. In questo caso “servizio_clienti@poste.it” . Copiate ed incollate questa mail nella ricerca di Google e vedrete che i risultati parlano chiaro. come evitare truffe sul web
  • Prima di aprire i link presenti nella mail, oppure di compilare dei campi presenti in essa, utilizzate i servizi di customer service del mittente (o presunto tale). In questo caso, sarà sufficiente mettersi in contatto con il SERVIZIO ASSISTENZA DI POSTE ITALIANE

Nel caso di un acquisto online:

  • Molti siti sono già conosciuti e sicuri, Amazon, Ebay, Booking. Affidatevi a quelli già conosciuti ma sempre con le dovute precauzioni. Meglio servirsi di un metodo di pagamento sicuro come Paypal, oppure utilizzate carte prepagate con piccole somme presenti sul conto. In alternativa garantitevi l’assicurazione della banca sul vostro conto, in caso di frode verranno restituite le somme sottratte illecitamente.
  • Appurate che sul vostro conto non appaiano altri pagamenti che non avete mai effettuato, dovessero comparire, contattate la banca e comunicate la necessità di interrompere le transazioni o di chiudere temporaneamente il conto.
  • Nella barra del dominio (dove appare il nome del sito) controllate che ci sia il simbolo di un lucchetto oppure l’indicazione https , questo vi darà maggiori garanzie in termini di riservatezza dei dati e di sicurezza sulla transazione.

Per rimanere aggiornati sulle truffe online potete dare uno sguardo alla pagina Facebook dell’agente LISA.

Consigliate questi piccoli suggerimenti su come evitare truffe sul web soprattutto a chi non ha molta esperienza on line eviteremo di darla vinta ai truffatori.

ti è piaciuto? condividilo su

Come gestire una pagina Facebook -social media manager-

Come gestire una pagina Facebook ? Ecco il punto di vista di un social media manager.

Come gestire una pagina Facebook, cosa è una pagina e cosa la distingue dalle altre forme di presenza sul più diffuso social network site del mondo? Proviamo a rispondere in maniera completa e professionale.

Facebook è il social media più utilizzato in Italia, conta circa due miliardi di utenti al mondo. Spesso pubblici, come privati, utilizzano questo strumento per promuovere un’attività, un’impresa, associazioni, industrie, scuole di formazione e tanto altro.

Facebook può essere inteso come il più grande motore di ricerca per persone al mondo, il proliferare di account personali è strettamente collegato all’iscrizione di persone fisiche, eccezion fatta per profili fake. Le altre modalità di utilizzo sono la Pagina ed il Gruppo. Non sono pochi i casi in cui il profilo personale viene utilizzato per promuovere la presenza on line di aziende, questo rappresenta il primo grande errore strategico per un buon social media management, vediamo insieme il perché.

PROFILO: la più comune forma di presenza su Facebook, la sua gestione deve essere certosina e bisogna avere grande attenzione alle clausole di privacy per non incorrere in spiacevoli sorprese. Una volta pubblicato un contenuto in rete, bisogna tenere a mente la possibilità di perderne il controllo. La relazione di amicizia deve essere simmetrica, cioè; chi vuole essere tuo amico non può esserlo se tu non lo accetti come tale. Il limite massimo di amicizie è fissato a 5.000.  E’ consigliata una gestione diretta del profilo, cioè del titolare del nome e cognome registrato. Questa presenza è consigliata per una gestione personale, i messaggi possono essere inviati a massimo 20 persone alla volta, non sono previsti “aggiornamenti di massa”, non si hanno a disposizione gli “insight” (cioè le statistiche) e l’indicizzazione dei contenuti.

GRUPPO: utile se non si punta ad una condivisione delle attività ma ad un confronto strutturato su un argomento specifico. Il gruppo può essere gestito direttamente, da uno staff o dai partecipanti al gruppo. Non ci sono limiti alle connessioni ed i messaggi di massa sono applicabili per gruppi di massimo 5000 partecipanti. I contenuti sono indicizzati ma non si ha a disposizione alcuna applicazione esterna, le statistiche, ne collegamenti con twitter, RSS, Instagram ecc.

Ed ora veniamo al tema di questo post, analizzando cosa è e poi come gestire una pagina facebook.

PAGINA: ottimo strumento per promuovere o supportare una causa, un ideale, un’azienda o un personaggio pubblico. Al posto dell’amicizia c’è un più formale “mi piace”. Le pagine tendenzialmente possono essere di due tipi: Sociali ed Ufficiali . Le prime sono dedicate a cause e/o ideali, le seconde sono dedicate a personaggi pubblici o aziende. La pagina permette la gestione da parte diretta o dello staff, in un ambito pubblico e non più personale. Non vi è alcun limite alla fan base (follower-mi piace). Aggiornamenti di massa, contenuti indicizzati, collegamento ai social sono gli elementi forti della pagina. La pagina è dunque lo strumento migliore di Facebook per promuovere un personaggio pubblico o un’attività. Tale strumento ha tale predisposizione anche per lo studio a monte: possono essere promossi post, pubblicizzata la pagina, allargata la fan base con campagne ad hoc, collegato un sito sul quale investire per le conversioni a quest’ultimo e incentivata la call to action. Ora approfondiamo sul come gestire una pagina facebook .

Il social media management di questo strumento può essere diviso in due gestioni: organica e a pagamento. La prima dipende dalle ordinarie attività di posting e aggiornamento, la seconda dagli investimenti diretti su Facebook business (advertising).  Il tutto può essere monitorato dalla funzione “insight” o meglio le statistiche che monitorano la fan base, la copertura, visite e conversioni, persone e post.

Vediamo adesso come gestire una pagina Facebook al meglio.

Attività organiche.

  • Profilare l’intera pagina, non mancando di inserire tutte le informazioni richieste. Indirizzo, nome, contatti, specifiche dei servizi/prodotti offerti, collegamento ad altri strumenti di comunicazione on line e tutte le impostazioni che la pagina richiede.
  • Invito al “mi piace”. La fan base è la base su cui i contenuti possono distribuirsi ed eventualmente, grazie alla condivisione diventare virali.
  • Aggiornamento continuo, almeno 5 volte a settimana.
  • Posting e cura del testo. Video e foto hanno un alto livello di engagement, il testo deve richiamare tali contenuti. Se solo testo considera tre aspetti: originalità, emotività, informazioni salienti (specialmente nel caso di comunicato stampa). Domande, sondaggi, eventi, giochi ed enigmi possono aiutare a sviluppare partecipazione e condivisione sulla pagina.
  • Integrazione a più social. Ricordarsi il collegamento ad account Twitter e Instagram. Anche se Google + non può essere collegato direttamente è vivamente consigliato il copia e incolla del post sulla pagina di Plus.
  • Piano redazionale, piano con il quale si decide il frame nel quale muoversi, lo spirito e lo stile, la cura dei dettagli più ricercati dal proprio target.
  • Quando pubblicare ? Due strategie fondamentali: una durante le ore di punta, dal lunedì al venerdì dalle 19:00 in poi, ed il sabato e domenica pomeriggio. L’altra evitare l’orario di punta proprio per non concorrere al marasma presente in quelle ore, quindi mattina tarda e primo pomeriggio. In tutti i casi è consigliato visualizzare gli insight per capire l’atteggiamento del proprio target.

Attività a pagamento.

Prima di tutto è importante creare l’account pubblicitario nella sezione “inserzioni”. Creando un account verranno richieste le specifiche di fatturazione, se si è un privato o una società e la costruzione del target presso cui promuovere i vari interventi. Consiglio vivamente di salvare il tutto sotto il “nome campagna”.come gestire una pagina facebook

  • metti in evidenza i tuoi post. La funzione è la più diffusa, il tuo post verrà, con un minimo di 1 euro al giorno, fatto visualizzare sul wall dei device che si è deciso di “aggredire” tramite targettizzazione.
  • promuovi la pagina. Fondamentale per una pagina in fase iniziale. L’allargamento della fan base può essere il primo passaggio strutturale da tenere in considerazione. Una volta avuta una fan base ampia tutto sarà più facile, o difficile, in base ai temi trattati e al tipo di esposizione pubblica (professionale vs amatoriale)
  • indirizza le persone al tuo sito web. Azione obbligata per chi ha un e-commerce o trae benefici diretti dal click sul proprio portale/sito/blog.
  • incrementa conversioni sul tuo sito web. Quando si ha una landing page su cui fare leva, per una call to action da monitorare, questa funzione è quella che fa per voi.
  • ottieni installazioni- incrementa l’interazione con la tua applicazione. Solo nel caso in cui si possiede una applicazione, aiuta a diffonderla e ad aumentarne l’utilizzo.
  • raggiungi le persone vicine alla tua azienda. Strumento di fortemente radicato sul territorio, perfetto per negozi, scuole private, ed enti che vogliono promuoversi sul territorio in cui operano.
  • incrementa la partecipazione al tuo evento. Forte sostegno per l’organizzazione agli eventi.
  • fai in modo che le persone richiedano la tua offerta. Stai organizzando una campagna basata sulla promozione di un prodotto/servizio ? Attua una campagna sulla call to action e investi su coupon sconto per aumentare le vendite, questa è la funzione più appropriata.
  • ottieni visualizzazioni del video. Se hai organizzato una campagna video, la vuoi rendere virale e credi che le riprese, il customer insight (nel caso di spot), i personaggi coinvolti, possano rappresentare un valore aggiunto, allora questa è una buona opportunità.
  • raccogli contatti per la tua azienda. Ultima funzione in casa Facebook e la più aggressiva. Prendendo spunto dalle campagne di mail marketing, questa funzione ti permette di filtrare sulla rete tutti i profili che possono essere interessati alla tua attività in base alle impostazioni inserite e alle ricerche fatte.

Hai trovato utile ” come gestire una pagina facebook “? condividilo sulla tua pagina Facebook e ti invierò in corrispondenza privata utilissimi aggiornamenti sul mondo del web e social media management.

Cerchi un social media manager che ti aiuti a gestire la tua presenza on line? Contattaci

ti è piaciuto? condividilo su

Reactions su Facebook, ecco le novità del 2016.

Reactions su Facebook ecco come il tasto like cambia e come usare le reactions.

Reactions su Facebook questa è la più grande novità del 2016 sul social network site più diffuso al mondo. Da tempo gli utenti di Facebook si domandavano il perchè non fosse possibile esprimere l’esatto opposto del famoso “like”. Mark Zuckerberg ha voluto strafare, a sorpresa non si aggiungerà il “non mi piace”, piuttosto sarà possibile reactions facebookesprimere un completo distacco con Angry oppure palesare la propria tristezza con Sad. Il like potrà essere qualcosa di più intenso, potrai esprimere il tuo amore per un post, un video, una fotografia, grazie al tasto Love , potrai palesare il tuo stupore con Wow wow oppure sprizzare ottimismo ed energia con Yay.  Infine potrai commentare e apprezzare con ilarità un post che ti fa ridere o sorridere con Haha.

Queste reactions su Facebook rappresentano una grande novità, la scelta di inserire queste opzioni risale ad una ricerca sui commenti più frequenti che utilizzavano le emoticons. Queste sei sono quelle più utilizzate dalle nostre tastiere e che oggi si troveranno direttamente nella schermata di ogni post. Non le trovate? Semplice, dal PC basta posizionare il cursore del mouse sopra il simbolo “mi piace”, senza cliccarci sopra, compariranno i nostri nuovi amici. Da mobile (tablet e smartphone) sarà sufficiente tenere premuto il tasto “mi piace” e apparirà la barra completa delle reactions.

Scelta strategica saggia quella di inserire le reactions su Facebook, dettata dal fatto che sempre più sintetica, immediata e mobile, la comunicazione sui social prevede un engagement che passi dalla velocità e dall’immediatezza di condivisione, commenti ecc. Le reactions su Facebook varranno come un commento, ed oggi nel tempo del mobile, dello smartphone in metro, in auto (ahi noi), in bici, a lavoro, a scuola, avere un faccino è più facile che scrivere il proprio parere.

Facebook cavalca e detta le condizioni della comunicazione social nella società, sempre più amante della sintesi a discapito dell’analisi. E voi, utilizzerete gli stati d’animo di una “reactions su Facebook” o preferirete commentare-ignorare-condividere ? Intanto io ne uso una.reactions su Facebook

 

 

ti è piaciuto? condividilo su

Come costruire un sito o un blog ? Cinque punti da non trascurare

Come costruire un sito o un blog ormai è una prassi consolidata per avere una presenza online, cosa bisogna tenere a mente prima di iniziare ?

Come costruire un sito ? Vediamo alcuni passaggi che vanno sempre tenuti in considerazione.

Ogni giorno nel mondo una persona si sveglia e considera di costruire un sito . Che sia moda, narcisismo, necessità, business o altro, ogni giorno nel mondo nascono centinaia di siti internet e di blog. Molto spesso lo si fa senza valutare alcune passaggi che ritengo necessari e che vi propongo in 5 punti.come costruire un sito

1- OBBIETTIVI. Chiedersi quali siano gli obbiettivi della mia presenza online è il momento più importante prima di intraprendere un percorso nel web.

2- SITO, BLOG O ENTRAMBI ? Bisogna tenere bene in mente la differenza tra un sito ed un blog. Il primo è certamente valido per avere una vetrina, uno spazio shop o affermare un’identità aziendale. Più istituzionale del blog, il sito ha una struttura statica, differentemente il blog nasce da una concezione più dinamica del web, dove lo spazio si presta ad essere più informale e l’obbiettivo principale è quello di comunicare idee e coinvolgere l’utente intorno a queste. La scelta di avere entrambi gli strumenti può essere la più valida ma solo nel caso in cui si abbiano le idee chiare, le risorse necessarie (tempo e conoscenza degli strumenti in primis)

3- CONTENUTI. Fondamentale per avere una buona presenza online. Testi, foto, video originali, di qualità ma soprattutto originali. Data l’importanza dei contenuti nel web , nasce una didattica specializzata definita content management o in alcuni casi, a mio parere più azzardato, content marketing.

4- ALGORITMO. Bisogna tenere in conto il fattore più importante: gli algoritmi. L’algoritmo è la logica con la quale motori di ricerca e social network ti permettono di essere visibile e raggiungibile in rete, tenendoti lontano dal deep web.

5- SOCIAL. E’ ovvio che il concetto sia molto diffuso ed ormai iper inflazionato, entrare nel web, con una presenza, di qualsiasi tipo e con qualsiasi strumento, ci impone un’ottica social. Una volta avuto accesso al web tutto ciò che facciamo si apre al mondo, ciò che comunichiamo (anche ciò che non comunichiamo) farà parte di un grafo sociale (struttura portante del concetto di social network) e ci metterà in relazione con un mondo che non possiamo credere di gestire e di governare nella sua completezza. Il consiglio prima di entrare nel web, nella rete ancor più che nella vita di tutti i giorni è : i panni sporchi lavateli in casa.

ti è piaciuto? condividilo su

SEO cosa è e come si fa. Informazioni utili per fare chiarezza

SEO cosa è e come si fa: alcuni pratici consigli per ottimizzare le prestazioni del tuo sito.

Quando si parla di siti non si può non parlare di SEO cosa è e come si fa ? Creare un sito è sempre più facile e sempre meno oneroso, ma fare un sito è una cosa, fare un buon sito è ben altro. Cadere nel deep internet, cioè nella rete sommersa o meglio in quella parte di internet che non emerge nei motori di ricerca è sempre più facile. Per evitare che ciò accada bisogna appoggiarsi a delle attività di sostegno del proprio sito. Gli strumenti e le attività migliori in tal senso sono: creazione di un blog, SEO, SEM, Social media management.

In questo post riassumiamo l’attività di SEO

COSA E’

Il SEO, acronimo di Search Engine Optimization, è l’insieme di accorgimenti tecnico-formali con cui si stimolano gli spider-robot di internet (e dei suoi motori di ricerca) a rintracciare i contenuti presenti nel sito.  Spiegandolo in termini più semplici: è l’attività con cui un sito può essere ottimizzato per poter essere rintracciato meglio durante la fase di ricerca. Spesso affiancato e a volte confuso con il SEM, il SEO risulta un’attività più laboriosa, metodica e lungimirante. A differenza del SEM, che consiste nell’acquisto delle parole chiave presso i motori di ricerca (nella fattispecie vera e propria pubblicità) , il SEO propone due caratteristiche fondamentali che lo distinguono dal SEM: gratuità (non certo di risorse professionali) e tempi più lunghi per ottenere risultati.

COME SI FA

Bisogna partire da una considerazione, il SEO non è uguale per tutti! Dipendentemente dal server che si usa, dal CMS che si utilizza, dai contenuti e dagli obbiettivi che si hanno, il SEO si può e deve adattare alle specifiche del caso. In grandi linee possiamo riassumere in 5 punti la modalità SEO generica con cui mediamente si ottengono buoni risultati su tutte le piattaforme utilizzate per sviluppare il proprio sito e/o blog.

1- Individuare una parola (al massimo una frase composta da non più di 5 parole) che si intende rendere concetto chiave con il quale la pagina in questione dovrebbe essere ricercata. E’ consigliabile fare prima una ricerca sulla densità di parole chiave in questione, più saranno i siti che inseriscono la nostra parola chiave prescelta, più sarà difficile posizionarsi. Ad esempio, per questo post, la parola chiave potrebbe essere SEO, ma quante persone hanno inserito nei loro siti la keyword “SEO”? Troppe, allora meglio giocare sull’inizio del titolo ” SEO cosa è e come si fa “.

2- Utilizzare le parola chiave in questo caso la frase ” SEO cosa è e come si fa ” nel titolo del post e in url . Fare attenzione alla disposizione della parola/frase. E’ fondamentale riportare anche in url lo stesso ordine intervallato dal trattino alto : SEO-COSA-E-E-COME-SI-FA . Nel mio caso il permalink si estende all’intero titolo “informazioni utili per fare chiarezza”. Per aumentare la specificità di ricerca quest’ultima parte può anche essere rimossa.

3- Riportare nel testo la parola/frase di ricerca scelta tra le 3 e le 5 volte ogni 500 parole scritte (non caratteri ma parole). Nello specifico è molto importante che sia in cima al titolo ed al primo paragrafo che andremo a scrivere.

4- Rinomina foto e video. Se inserisci file audio-foto-video, rinominali utilizzando la parola/frase chiave scelta. In questo caso, volessi aggiungere una foto non potrei che rinominare un file che potrebbe essere nominato 140116_jpg . Salva il file e rinominalo, in questo caso SEO cosa è e come si fa .

5- Ora completa il lavoro inserendo la metadescription , cioè i 160 caratteri che descrivono la pagina.

seo cosa è e come si fa

Nel caso in foto la parola chiave è “campagna elettorale” nel marasma delle ricerche ho preferito variare sull’intero titolo: Campagna elettorale, come costruirla e da dove partire. Si intenda, come premesso in questo post, il SEO si può e deve applicare in base al tipo di strumento che si va ad utilizzare. In questo caso uso uno dei più famosi CMS, wordpress. Spesso è consigliabile scaricare delle plug in che ti permettono di monitorare l’effettivo rispetto delle regole di ottimizzazione, questo accade con quasi tutti i CMS. Per altre piattaforme, le regole sopra indicate nei 5 punti restano valide ma potrebbero essere modificate in base alle richieste dello strumento utilizzato.

Se ne hai voglia segui tutti gli aggiornamenti sulla pagina FB di Alberto Siculella marketing e comunicazione e buon SEO a tutti.

Vuoi un consulente per posizionare il tuo sito ? Contattami per una consulenza totalmente gratuita clicca qui

ti è piaciuto? condividilo su

Instagram e turismo, intervista a Marko Morciano.

Instagram e turismo, il social che promuove i territori ed il settore turistico.

 

Approfondendo alcune caratteristiche di Instagram, scopro la necessità di interpellare uno dei massimi esponenti del mondo Instagram, Marko Morciano. Dopo l’uscita del suo secondo e-book l’ho intervistato, provando a rintracciare dettagli che rendono importante il collegamento che c’è tra Instagram e turismo.

Morciano è laureato in Marketing e Comunicazione d’Impresa, ma nella vita ha scelto di fare tutto ciò che lo appassiona, impegnandosi a trasformarlo in lavoro. Si definisce una mente creativa ed è appassionato di fotografia sin da quando era bambino. Non c’è una mansione esatta per definirlo, può rientrare sicuramente in “artista digitale”, che in gergo inglese suona meglio, Digital Artist.

1- Instagram e Marko Morciano, quando nasce questa passione e perchè ?

Instagram e Marko Morciano è già di per sé un connubio che mi piace tanto.
Questa passione nasce a Ottobre dell’anno scorso, quando mi sono avvicinato piano piano a questo social e ho iniziato da subito a carpirne le potenzialità. Ovvio che la passione per la fotografia che ho da sempre mi ha aiutato ad “affezionarmi”  di più a questo social, visto che la sua funzione principale è proprio quella di condividere fotografie prettamente da smartphone, quale prediligo per pubblicare su quest’app

 

2- Instagram è in continua ascesa, cosa rende speciale questo social ? 

Instagram continua a crescere a vista d’occhio e ha da poco superato i 400 milioni di utenti attivi mensile, solo in Italia siamo 4 milioni, ma siamo molto molto forti. C’è una community che lega tutte le persone che fanno parte di questo social, ed è proprio questa che lo rende particolare. Io personalmente ho conosciuto davvero tanti altri Instagrammers (così denominati) con cui poi siamo diventati amici nella realtà. Ciò che spinge a iscriversi a Instagram è, soprattutto, l’alto tasso di engagement che questo social può offrire a differenza di molti altri, tant’è che ha superato anche Facebook per numero d’interazioni. Probabilmente questo è dato dal semplice fatto che l’intero social ruoti attorno a 4 elementi, foto/video, likes, commenti e followers.

3- Quali sono gli ambiti in cui Instagram fornisce un apporto notevole a chi si vuole proporre su questo social (mercati, aziende ecc). Come mai Instagram cresce sempre di più nel campo della promozione turistico/territoriale?

Beh senz’altro ci sono varie categorie di mercato che si stanno muovendo su Instagram, proprio perché le aziende iniziano a coglierne le potenzialità e non vogliono restare indietro. Chi sfrutta Instagram sono soprattutto le aziende di fashion/abbigliamento e accessori vari, proprio perché spesso questo social è popolato da fashion blogger e persone influenti che mettono la propria persona in primo piano e riescono a influenzare il comportamento d’acquisto dei loro followers, quindi di gente che segue assiduamente queste persone (denominate influencer, appunto).

4- Instagram e turismo: hotel, amministrazioni ed enti di promozione territoriale, si stanno approcciando sempre di più a Instagram, perchè e quale è il valore aggiunto che l’utilizzo di questo social può apportare ?
Sì e no, diciamo che è ancora presto per molte realtà. Il motivo è semplice, è una cosa tutt’ora nuova, nonostante il numero di iscritti cresca sempre più a dismisura. Per molte strutture rimane comunque uno strumento al quale per avvicinarsi c’è bisogno di un supporto, di figure specializzate nella promozione tramite questo strumento. Spesso è difficile riuscire a dimostrare le potenzialità di Instagram, ma col tempo sempre più hotel e strutture ricettive stanno iniziando a muoversi su questo social perché ne stanno sentendo parlare e vogliono raggiungere gli stessi obiettivi di chi ci è riuscito, attraverso operazioni di marketing territoriale organizzate ad hoc. Quindi il valore aggiunto è proprio l’effettiva immediatezza che le immagini possono dare e la potenza con cui raggiungono un determinato target.
5- Il tuo secondo libro “guadagnare con Instagram” fornisce utili consigli a chi vuole, come te, rendere remunerativa una passione, Instagram e turismo , si può guadagnare anche in questo settore? Se si, ci puoi anticipare qualcosa?
In questo caso anche non abbiamo una risposta certa, nel senso che sì, si può guadagnare con Instagram in quanto sia io in prima persona, sia alcuni miei colleghi instagrammers lo facciamo. Diciamo che ci vuole un po’ di tempo per raggiungere dei numeri di followers e di interazioni elevate affinché il proprio “profilo fotografico” e le proprie capacità comunicative vengano viste come un vero e proprio risultato di un lavoro costante. Per quanto riguarda il settore del turismo, Instagram è un buon mezzo perché come ho detto prima grazie alle immagini riesce a trasmettere la conoscenza di un posto attraverso gli occhi di chi lo ha appena scoperto ed è stato invitato e pagato proprio per farlo. Spesso vengono organizzati dei tour di 3-4 giorni, o anche più, in cui sono invitati un numero di Instagrammers, blogger e influencer per far conoscere il posto, avendo tutto spesato da chi organizza questi viaggi turistici e spesso aggiungendo anche una piccola quota retributiva, visto che è anche un lavoro.
Ringraziando Marko per il suo tempo concesso all’intervista, pubblichiamo il link per l’acquisto del suo nuovo e-book per chi volesse conoscere più approfonditamente il mondo Instagram e le sue risorse.
instagram e turismo
ti è piaciuto? condividilo su
Pagina