Archivio mensile settembre 2017

Cinque domande sul social media marketing

Fino a qualche tempo fa non era un lavoro, per molti non lo è tuttora. Il social media marketing prevede delle attività realizzate tramite i social media ma collegati fortemente ad una strategia di marketing complessiva. Un’analisi attenta, un prospetto strategico ed un piano operativo ben redatto sono la base di questa attività. Chiarire obbiettivi, tempi, costi e monitorare i dati, rappresentano l’unica vera via percorribile per investire sui social senza buttar via tempo e denaro. Ci sono cinque domande sul social media marketing che vengono poste più frequentemente, è giusto dare delle risposte.

Ecco le cinque domande sul social media marketing a cui oggi daremo una risposta.

Ho un profilo Facebook, posso fare pubblicità ?

Potresti, ma non dipende dal tuo profilo personale. Facebook si divide per persone e per aziende. La presenza possibile su Facebook è di tre tipi:

  1. il profilo personale, ovvero il tuo nome ed il tuo cognome a cui viene assegnato uno spazio per condividere contenuti con la propria rete di amici (massimo 5.000)
  2. le pagine , ovvero lo strumento con cui è possibile avviare una presenza sul social per la tua impresa o un brand che si personale o di un’attività/associazione o gruppo organizzato. Grazie a questo strumento si possono ottenere follower senza accettare alcuna amicizia e l’utenza è illimitata
  3. i gruppi, nati per creare delle conversazioni specifiche intorno ad interessi settoriali.

Facebook per le persone si ferma al profilo personale e alle attività ad esso correlate: eventi, post, amicizie, dirette. Facebook per le aziende apre un mondo parallelo, fatto da Business Manager, l’interfaccia di marketing per gestire inserzioni, promozioni e lead, collegamenti tra vari social (per campagne integrate). Gestire un profilo aziendale non è dunque come usare il proprio profilo Facebook. Non solo perché sono richieste le competenze sulla specifica materia, quindi il saper realizzare: grafica, messaggio, azione richiesta, profilare utenti, target, budget tempistiche e soprattutto monitorare l’andamento, ma anche perché servono competenze di marketing strategico con cui collegare l’attività sui social agli obbiettivi dell’impresa.

Perché non è cambiato nulla da quando investo sui social?

Ci sono svariati motivi per cui potresti non avere risultati dalle tua gestione social. Potrebbe essere stata realizzata male la campagna, o forse non è ben profilato il target. Magari non hai esposto con originalità il contenuto o il prodotto/servizio ha scarso appeal. O più semplicemente il social che stai utilizzando potrebbe non essere lo strumento più adeguato al raggiungimento del tuo obbiettivo.

Quello ci riesce, io no.

Un classico. Succedeva già con la pubblicità tradizionale, ora i social hanno allargato la percezione del “perché il concorrente ci riesce io no?”. Se il tuo concorrente produce un prodotto/servizio migliore o ha una rete commerciale più forte, investe il triplo ed ha pagato un’agenzia per avere contenuti creativi, aggiornati ed efficaci è giusto che lui si, tu no.

Tanto con Facebook non spendo e lo aggiorna mio figlio, perché dovrei pagare un’agenzia?

Allora non ti chiedere perché “quello ci riesce e tu no”. Facebook come tutti gli altri social gratuiti hanno visto negli investimenti in comunicazione il loro principale business. Non esiste alcuna presenza online che, con la sola presenza organica, si possa permettere di reputare fortemente performante la propria attività di comunicazione su Facebook. Da solo un social potrebbe non bastare, ecco perché si parla di social media management, bisogna contemplare anche l’opportunità di integrare più social, operare trasversalmente e misurarne l’efficacia. Da questo punto di vista il social è esattamente come la televisione o qualsiasi altro mezzo pubblicitario: sarà il budget, la qualità, la creatività e la coerenza strategica con gli obbiettivi a fare la differenza.

Dici che con Facebook avrò una svolta?

No, è il tuo progetto a dover rappresentare la tua svolta. Facebook è un mezzo, non un fine. Vale lo stesso per Instagram, linkedin, il blog ed il sito istituzionale/vetrina. Se il progetto è valido Facebook sarà lo strumento giusto per farlo decollare. Se hai un punto vendita fatiscente, se il prodotto o servizio offerto è mal posizionato o di scarsa qualità, se il brand non ha appeal e se non esistono strategie di prezzo, di sviluppo e di vendita, allora sarà meglio concentrare i tuoi investimenti da un’altra parte.

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Lead marketing con Facebook, come generare contatti.

Il LEAD marketing con Facebook è un’attività di comunicazione digitale che usando il social più famoso al mondo si prefigge l’obbiettivo di generare contatti con una lista di possibili clienti interessati all’acquisto di beni e servizi offerti.

Con questo social media infatti possono essere sviluppate delle ottime azioni di lead che ora andremo a vedere in dettaglio.

Le inserzioni con l’obbiettivo di acquisire contatti sono simili alle normali campagne Facebook o di Instragram. Quando però l’utente clicca su queste inserzioni visualizzerà un modula già compilato con le informazioni condivise su Facebook. Esistono tre modalità di lead marketing con Facebook e ora entriamo nello specifico.

RACCOGLIERE ISCRIZIONI ALLA MAILING LIST.

Le inserzioni per acquisizione contatti possono aumentare il numero degli iscritti alle newsletter e alle liste di e-mail marketing. Le informazioni utili da richiedere sono, indirizzo mail e genere.

GESTISCI I MODULI DI RICHIESTA.

Le inserzioni possono avere un aspetto ancor più dettagliato per liste di potenziali clienti. Serve porgere domande più specifiche. Un modulo può contenere : nome completo, indirizzo mail, numero di telefono, nome dell’azienda.

PROMOZIONI E OFFERTE.

Un modulo di contatto dedicato per le promozioni e le offerte è quello che serve per stimolare vendite stagionali, offerte lancio e promozioni specifiche. Indirizzo mail, e indirizzo per eventuali spedizioni possono rappresentare le domande migliori da fare.

MA COME FARE?

Basta entrare nel Business Manager di Facebook cliccando “Gestione Inserzioni”. Digitare “+ crea nuova campagna” e selezionare l’obbiettivo lead marketing con facebook“generazione di contatti “. Una volta entrato in questa sessione, ti verrà richiesto di profilare il tuo target, la posizione geografica per la copertura della tua campagna, il tipo di posizionamento, il budget e il timing. Se hai già salvato il target ti basterà richiamarlo dal menu a tendina. Una volta completata la prima fase potrai inserire i campi che ritieni opportuno richiedere al tuo potenziale contatto e collegarlo ad una call to action specifica. Nel primo caso, ovvero per l’inserimento in mailing list, basterà cliccare “Iscriviti”o “ricevi gli aggiornamenti”. Nel secondo caso, per ottenere potenziali richieste, basterà inserire la call to action “scopri di più” e in ultimo, per generare richieste di offerte/promozioni, basterà inserire “richiedi un preventivo” oppure “scopri di più”.

Hai problemi nel profilare il tuo target e i tuoi post si riempiono di profili falsi o di immigrati?

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Ci SEO o ci fai?

“Ma perché se scrivo su Google – gelateria Rieti – non esce la mia gelateria?”, perché non ci SEO. Precisiamo: le tecniche di SEO sono complesse e ci muoviamo in un campo variegato. Ma proviamo a semplificare, si tratta di indicare le strade migliori, uniche, meno trafficate, per raggiungere la meta.

Semplifichiamo ulteriormente. State per aprire una gelateria a Rieti e vi chiedete dove aprire. La zona preferibile è quella con maggiore traffico pedonale, se possibile in aree centrali della città, o che disponga di un parcheggio, altrimenti che sia facilmente raggiungibile. Bene, il SEO fa la stessa cosa online. Rende il tuo sito comodo, raggiungibile e con la possibile di intercettare il maggior flusso possibile.

NO! Questo non significa che venderai i tuoi gelati anche agli eschimesi. Hai scelto di aprire il tuo negozio in centro e non in una zona industriale nell’hinterland. Questo lo renderà più raggiungibile e visibile agli occhi di potenziali clienti. POTENZIALI !

Il SEO è questo. Si indica una sitemap, ovvero una guida stradale con cui condurre l’utente, tramite la ricerca sui motori di ricerca, alla tua attività. Si inseriscono le segnaletiche stradali, ovvero le parole chiave, con cui si indica la prossimità dei tuoi contenuti. Infine si indica la via più veloce, come un tom-tom, in base alla strategia, si può indicare cosa, a chi e come mostrare il percorso per arrivare al proprio sito.

Come gran parte degli strumenti di comunicazione, raggiungere o farsi raggiungere, non significa certamente vendere più gelati ma aumentare l’opportunità che ciò avvenga. Opportunità che non può e non deve essere delegata alla comunicazione. E’ fondamentale, amico gelataio, ricordarsi delle altre leve del marketing.

  1. Prodotto/servizio, se non piace e non soddisfa esigenze altro che SEO.
  2. Prezzo, coerente e congruo è meglio
  3. Posizionamento, fondamentale per mappare concettualmente il proprio prodotto/servizio nella mente dei clienti e sul mercato.

Capito? Il SEO è questo e se non lo hai capito resta una domanda o ci SEO, ci fai.

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Clickbaiting : il diritto di guadagnare, il dovere di non speculare.

Il clickbaiting è un metodo perlopiù sensazionalista per catturare l’attenzione del lettore. Titoli, immagini e video spesso ingannevoli o quanto meno esasperati, per generare più click possibili sul proprio sito. E’ una pratica con la quale le redazioni online e le web agency remunerano le proprie attività, aumentando e dirigendo flussi di traffico sulle pagine in cui vengono ospitati banner pubblicitari.

Il fenomeno, letteralmente “esca da click“, è l’applicazione digitale del sensazionalismo e di tante altre strategie per coinvolgere quanto più pubblico intorno ad una trasmissione, un video, una notizia. E’ diritto di tutte le agenzie e di tutte le redazioni, ospitare banner pubblicitari, e vedere remunerato il proprio lavoro anche grazie alle pubblicità. Ma c’è un limite etico, deontologico. Un post sensazionalista, enigmatico, volgare, o a volte del tutto fuorviante se non palesemente menzognero genera si la curiosità, ma non sempre questa viene approfondita cliccando sulla pagina pubblicitaria. Ci troviamo nel limbo tra le attività di clickbaiting e la produzione di fakenews.

Il rischio che si corre è che il lettore, già abituato da tempo a leggere solo il titolo, e per questo esistono tutt’ora i titolisti nelle redazioni, ora legga solo il titolo del post. Se quel titolo ha utilizzato la strategia del clickbaiting, e la notizia non corrisponde al titolo, si generano le cosiddette fakenews, ovvero le balle.

La lettura è sempre più distratta, veloce. Un titolo può catturare l’attenzione, ma se non si converte in una lettura, non solo si rischia di non monetizzare con la pubblicità, ma si diffondono notizie errate, infondate. E’ diritto di tutti ospitare pubblicità e monetizzare i propri utenti, è un dovere morale farlo responsabilmente.

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Ecco l’algoritmo di Instagram.

Era inevitabile ed infatti è arrivato un nuovo e più elaborato algoritmo di Instagram.

Il social più fotografico del mondo continua a conoscere un periodo di crescita impressionante. La sua forte integrazione con Facebook e l’implementazione degli strumenti di marketing hanno portato ad un’ovvia conclusione: l’algoritmo di Instagram. Più di un anno è passato dal giorno dell’implementazione dell’app, oggi grazie a questi miglioramenti possiamo avere una navigazione più piacevole, e più strumenti per la gestione di un profilo personale tanto quanto di uno aziendale.

In tanti vi sarete chiesti: perché mi vengono mostrate queste immagini di questi profili? Bene, la domanda prima aveva una risposta molto semplice. Si basava tutto su un ordine cronologico, ovvero a che ora spulciavamo Instagram e per quanto tempo. Così facendo molti contenuti, magari pubblicati 3-4 ore prima della nostra navigazione, andavano letteralmente persi.

Per fornire un’esperienza più valida l’algoritmo di Instagram segue linee guida simili a quelle di Facebook.

algoritmo di instagram

Foto di @Vmiura

Vengono visualizzati sul proprio feed, in ordine di priorità, i contenuti con alto tasso di engagement, ovvero tutti quei contenuti che ricevono like, visualizzazioni ma soprattutto commenti. L’engagement esattamente come per Facebook dipende dalla quantità di persone che compiono, e magari ripetono, un’azione nei confronti del nostro contenuto, e se nel minor tempo possibile, verrà ulteriormente apprezzato. Il tempo, già, da sempre un fattore determinante. Più se ne spende sul nostro contenuto meglio è. Per questo bisogna saper colpire l’attenzione degli utenti e spesso i contenuti migliori possono essere quelli video, i boomerang, foto di alta qualità. Tempo inteso anche come preferenza dei contenuti più recenti.

Ma come per Facebook, Instagram profila anche la tua platea. Se hai una fitta rete di scambi con delle persone, oppure attui delle ricerche, l’algoritmo di Instagram tenderà a indicarti i contenuti che possono essere rilevanti (in base alle ricerche fatte) o preferire le persone con cui hai maggiori contatti.

Quali i pro e quali i contro.

I pro sono sicuramente derivanti dall’allineamento del social in base ad interessi, ricerche, gruppi di contatto.

I contro però sono altrettanto palesi: il rischio di aver fatto registrare all’algoritmo di Instagram determinate preferenze e quindi contenuti, gli darà per del tempo (in attesa di altre azioni) la possibilità di riproporre più volte le stesse persone. Ma questo, in fin dei conti, così come per Facebook, è una soluzione ottimale per Instagram che sposterà e renderà necessario (per far emergere il contenuto) l’investimento in post sponsorizzati.

Semplice? No, perché non è tutto, ma abbastanza per capire che qualcosa è cambiato e molto cambierà ancora. I margini di crescita di Instagram sono impressionanti, la sua integrazione con Facebook è molto rilevante per le strategie di social media management rilevando l’importanza di seguire criteri e ragioni che prima non c’erano.

Siamo sicuri che da qui a breve arriveranno della altre notizie e grandi evoluzioni. Vi terremo aggiornati nella nostra sezione web e social media management.

 

foto di copertina dal profilo ufficiale di @Instagram 

 

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Osservatorio 2.0.

La rivoluzione 2.0 per gli esperti di marketing rappresenta una delle facilitazioni maggiori nel settore dell’analisi dei dati. Grazie alla realizzazione dell’ OSSERVATORIO 2.0 dello Studio Siculella, siamo in grado di incrociare e misurare: brand reputation, fattori critici e variabili utili per lo sviluppo di analisi di mercato.

Grazie all’osservatorio 2.0 infatti abbiamo misurato la brand reputation delle strutture ricettive del Salento, ancor prima di grandi società addette a tale compito.  Da Tripadvisor, passando per booking.com e Facebook, con l’osservatorio 2.0 possiamo monitorare punteggi, recensioni e giudizi degli utenti. Incrociando dati, recensioni, e giudizi degli utenti e mettendoli a sistema, vengono rilevate la caratteristiche principali di domanda e offerta turistica, brand reputation, criticità di un’impresa.

Il Comune di Melendugno, una delle principali mete turistiche del Salento, nel 2016 commissionò a Studio Siculella, un progetto di comunicazione e marketing digitale. Utilizzammo l’osservatorio 2.0 per ricavare i dati inerenti ai giudizi dei turisti, scoprendo a malincuore che veniva rilevato un “aumento considerevole dei prezzi, in maniera indirettamente proporzionale a servizio/prodotto reso”. Inoltre categorizzammo le principali criticità in quattro macro aree. Le analisi e le documentazioni fornite da Studio Siculella si riferiscono dunque al risultato di un lavoro certosino e non a semplici dichiarazioni disfattiste.

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