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Black friday, dalle origini ai giorni nostri.

Black friday: ecco spiegato perché è un venerdì nero.

Il black friday, ovvero il venerdì nero, è la giornata successiva al “thanksgiving day”,  la festa di origine cristiana in cui si ringrazia Dio per il raccolto. Il giorno del ringraziamento cade il 4° giovedì di novembre, ed il giorno successivo viene dunque celebrato il black friday, l’inizio della stagione dello shopping natalizio.

Anticamente, il venerdì rappresentava la prima giornata utile per poter iniziare le vendite dopo aver ringraziato della prosperità e dell’abbondanza del raccolto. Proprio in questo weekend i bilanci dei commercianti cambiavano direzione dopo la stagnazione autunnale. La tradizione si è trasformata, con un appeal più capitalistico, e ha dato modo di svilupparsi in un giorno di super ribassi per avviare col botto le vendite natalizie. Ad oggi questo fenomeno in America interessa anche le borse di tutto il mondo, dove sui listini appaiono oscillazioni significative in virtù dell’andamento dei consumi.

MA PERCHE’ VENERDI’ NERO?

I libri contabili in america, quelli cartacei ovviamente, erano storicamente basati su due colonne, “in” – “out”, la prima segnava gli incassi, la seconda le uscite. Per redigere e distinguere la prima colonna, si segnava la contabilità in nero (guadagni),  la seconda in rosso (perdite). Ed ecco spiegato perché i commercianti speravano fosse un “venerdì nero”, ovvero pieno di “in”.

AI GIORNI NOSTRI.

Il black friday si è diffuso in tutto il mondo, soprattutto grazie alle tecnologie. Ed è proprio il web a farla da padrona. Di tradizione è rimasto poco o nulla, tuttavia si da di fatto inizio alla stagione dello shopping natalizio. Come tutte le tendenze capitalistiche americane, una volta satura la domanda, si cerca di sviluppare nuove opportunità d’acquisto. E’ per questo che il lunedì successivo nasce il Cyber monday cioè il lunedì della tecnologia venduta a prezzi scontati. Nessuna tradizione, solo un’azione di marketing per creare un filone di giornate buone per le vendite. Dal black friday quindi si passa al black weekend, ed oltre.

PENSA GLOBALE, AGISCI LOCALE.

E l’Italia? I commercianti fanno male i conti, e non sarebbe la prima volta. Allineandosi a questa tendenza, aderiscono al black friday, notando un effettivo incremento delle vendite, ma di gran lunga meno corposo di Paesi come USA, UK, Germania e Francia, poiché novembre è storicamente un mese di contrazione degli acquisti in virtù di una mentalità sparagnina pre Natale. Ma a condizionare ancor di più il patetico sforzo di aderire al black friday, c’è un macro fattore di cui imprese e commercianti in Italia farebbero bene a tener conto: novembre è un mese fiscalmente impegnativo, dove si paga il maggior numero di imposte e tasse, sia da lavoro che da patrimonio. Per tutta risposta, lo Stato italiano, ben distante dai funzionamenti di altri Paesi, prevede azioni in supporto del consumo, dalle tredicesime ad un minor gettito di tasse fino ai successivi saldi, da dicembre a gennaio.

Ecco perché seppure considerando la tendenza globale, imprese e commercianti, ben farebbero a ricordarsi il contesto in cui operano, perché in Italia “nero” è tutto novembre e forzare le promozioni significa solo cannibalizzare l’offerta.

 

Foto copertina da Quotidiano.net
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