Archivio mensile luglio 2018

La Puglia è la regione più bella del mondo.

La Puglia è la regione più bella del mondo, ma è solo l’ennesima bufala.

Già da un anno, su tante bacheche Facebook, di pugliesi orgogliosi ed italiani affezionati, si rilanciano e condividono post “La Puglia è la regione più bella del mondo secondo National Geographic”. Peccato che la notizia, diventata virale, sia l’ennesima fake news che si propaga nel web.

National Geographic stila ogni anno una classifica Best Trips , in cui vengono selezionate le best value destination .

La Puglia non appare nella classifica del 2017, così come non viene assolutamente confermata la sua leadership nella graduatoria del 2018. Una bufala bella e buona insomma, come tante sono state messe in giro pur di aumentare l’appeal turistico di una regione, la cui riconosciuta bellezza, non ha bisogno di essere affermata in questo modo.

La Puglia quindi non è mai stata indicata come regione più bella del mondo dal National Geographic.

Tornando alle notizie vere invece, è appurato che il turismo in Puglia segni in termini quantitativi un aumento costante e netto. In termini qualitativi si registra la mancata ricaduta in termini di reddito e di occupazione. Non solo. Altroché regione più bella al mondo. I turisti sono perlopiù italiani, e la bassissima penetrazione internazionale colloca la Puglia tra le ultime regioni in Italia per il turismo estero. C’è di più, e c’è di peggio. Solo nella stagione balneare la Puglia risulta sul podio delle destinazioni italiane, per poi scomparire dai radar per 9 mesi all’anno.

Appare necessario equilibrare una forte domanda quantitativa, con un riposizionamento in termini d’offerta. Elevandone la qualità, gestendo un piano strategico che possa mettere in sinergia nuove micro-destinazioni, per alleggerire le mete più ambite ormai alle prese con l’overtourism. Un’offerta che richiederebbe l’attivazione di nuove dinamiche di destination management, di digitalizzazione dell’offerta, della sua internazionalizzazione. Un’offerta che resta al palo per la sua incapacità cronica di destagionalizzarsi. Frustrazione questa che aumenta con l’evidente gap infrastrutturale e logistico di una regione che copre in lunghezza 450 km di superficie.

La strategia attuale invece appare chiara quanto misera: bandwagon, ovvero autoproclamarsi migliori per far salire tutti sul carro dei vincitori. Insomma, invece di dormire sugli allori, inventando notizie sensazionali, come quelle rilanciate quotidianamente sui vip e la loro scelta di passare le vacanze in Puglia (almeno il 50% di queste sono bufale), bisognerebbe lavorare davvero, lavorare tanto, non solo due mesi su un anno.

 

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Il decalogo del buon turista.

Il decalogo del buon turista, dieci piccole ma fondamentali regole per generare un circuito virtuoso per tutti.

E’ tempo di estate e con l’avvicinarsi dell’alta stagione arrivano i primi veri grandi problemi collegati al turismo di massa. Sovraffollamento, traffico sulle litoranee, ristoranti e alberghi sold out. Il turismo di massa ogni anno genera disordini di vario tipo, rischi e inefficienze dovute alla concentrazione di persone.

Colpa delle amministrazioni, che non sviluppano adeguate misure di contrasto all’overtourism, tanto quanto di una dilagante maleducazione dei turisti e di modi spavaldi di “invadere” le mete.

Il decalogo del buon turista sostiene l’importanza di alcune azioni e comportamenti da adottare, per generare un circuito virtuoso. Non è certo una novità apprendere di turisti che confondono fontane secolari per spa, capitelli per gradini dove erigersi orgogliosi per un selfie.
Il turista è una risorsa preziosa per molti territori in cui l’incidenza sull’economia locale è più elevata di altri comparti. Un bene prezioso da salvaguardare. Per generare valore e contribuire ad un sistema virtuoso, è opportuno che il turista sia ambasciatore di buon senso e civiltà. Ecco a voi il decalogo del buon turista :

decalogo del buon turista

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